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Letto per voi… “Il soldato dimenticato” di Claudio Restelli

La Rubrica online “Piazza Navona” vi propone la lettura di “Il soldato dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi” (Edizioni Leucotea) di Claudio Restelli. La vera e tragica storia del giovane combattente della Prima Guerra Mondiale e un omaggio alla memoria dei soldati caduti. E non perdete l'”Incontro con l’Autore”!

La trama

Claudio Restelli, “Il soldato dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi” (Edizioni Leucotea, 2020)

Il soldato dimenticato di Claudio Restelli strutturato in forma di diario ed epistolare e di ricostruzione storica racconta tra realtà e finzione – partendo da fatti realmente accaduti – la storia di Giovanni Battista Faraldi, uno dei tantissimi giovani eroi italiani che hanno combattuto con dignità e onore la Prima Guerra Mondiale.

Giovanni Battista Faraldi nato a Perallo (frazione del Comune di Triora, in provincia di Imperia) l’8 gennaio 1890, nel maggio 1915 viene chiamato alle armi: il 28 luglio 1914, infatti, a seguito dell’attentato all’Arciduca Ferdinando D’Asburgo d’Este, erede al trono d’Austria, per mano del giovane studente Gavrilo Princip, scoppia la Prima Guerra Mondiale. E al fronte servono ragazzi, leve, forze, combattenti, volontari. Il giovane Gio Batta (così si firma nelle sue lettere) entra a far parte del 35° Reggimento Fanteria e del 337° Compagnia Mitraglieri Fiat. Assieme ai suoi compagni combatte con ogni mezzo e con ogni forza per contrastare l’avanzata del fuoco e dell’invasione nemico.

La copertina de “La Domenica del Corriere” dedicata all’attentato di all’Arciduca Ferdinando D’Asburgo d’Este (1914)

Ogni giorno si lotta per  la conquista di pochi centimetri di territorio in condizioni igieniche, alimentari, psicologiche sempre più precarie, desolate e spaventose. Faraldi partecipa attivamente anche alla disfatta di Caporetto del 24 ottobre 1917 che ha visto l’avanzata inesorabile dell’esercito austro-ungarico. Nonostante questo i giovani soldati non si arrendono e continuano a difendere il proprio territorio. Ed è in uno di questi scontri a fuoco e a corpo a corpo che l’avanzata Germanica ha la meglio catturando una gran quantità di prigionieri italiani che stavano cercando di ripiegare dal Cadore. Tra questi giovani soldati vi è anche Giovanni Battista Faraldi che, catturato il 3 novembre 1917, viene trasferito come prigioniero di guerra in Austria, nel Campo di Concentramento organizzato presso la Fortezza di Kufstein dove morirà il 6 maggio 1918.

Sul libro

Nel 2020 la Casa Editrice sanremese Edizioni Leucotea pubblica il romanzo Il soldato dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi scritto da Claudio Restelli, varesino di nascita ma ligure di adozione tanto da divenire (dal 2004 al 2014) Assessore al Turismo e alla Cultura del Comune di Ospedaletti (in provincia di Imperia).

Edizioni Leucotea

L’Autore è affascinato e appassionato dalla storia locale e decide di voler indagare e scoprire di più riguardo la storia e l’impegno in battaglia di Giovanni Battista Faraldi durante la Prima Guerra Mondiale. Il soldato dimenticato, in realtà, come sottolinea sin dalle prime pagine l’Autore desidera essere non solo un libro dedicato alla memoria del suo coraggioso protagonista ma anche alla memoria di ognuno di quei ragazzi che, durante la “Grande Guerra” perse la propria gioventù e la spensieratezza, trasformata inconsapevolmente in orrore terreno. Questo libro è dedicato a tutti quei soldati che morirono lontano da casa, senza il conforto delle persone che amavano. Questo libro è dedicato a tutte quelle madri, padri, fratelli, sorelle, mogli e fidanzate che persero i loro amati durante la “Grande Guerra”. E Claudio Restelli è riuscito alla perfezione nel suo intento così come nel piano narrativo, emotivo e storico.

Copertina realizzato da Giulio Cardone per “Il soldato dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi” (Edizioni Leucotea, 2020) di Claudio Restelli

L’Autore, infatti, parte da fatti storici realmente accaduti che narra e ricostruisce con dettagli, particolari e con grande precisione tracciando un attento e accurato ritratto della Storia e dei sentimenti di quegli anni. Ed è in questo “quadro storico” documentato che Restelli ci permette di conoscere e scoprire quanto accaduto al giovane Gio Batta. La Storia incontra la storia. Macrostoria e microstoria si incontrano e si (con)fondono divenendo un tutt’uno in un legame indissolubile perché l’una diviene motore e motivo dell’altra. A questo l’Autore inserisce delle notizie riguardanti il protagonista frutto della sua fantasia senza, però, alterare il significato e gli avvenimenti storici dimostrati e dimostrabili.

Claudio Restelli, “Il soldato dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi” (Edizioni Leucotea, 2020)

Così, tra lettere, pagine di un diario e la cronaca storica Restelli organizza il suo piano narrativo arrivando a costruire persino un funzionale dialogo con Gio Batta. Infatti, la “voce” dell’Autore che mostra al Lettore i fatti storici si alterna alle parole di Faraldi dando vita a uno scambio attivo tra passato e presente, tra lo stesso Autore e il suo protagonista. Il nostro protagonista diviene amico e confidente del Lettore, suo compagni d’armi, suo sostegno… Ed è il Lettore a uscire arricchito da questo incontro con la Storia e con questo ragazzo dalla semplicità, dal coraggio e dalla bontà disarmanti. È una lezione di vita. Il Lettore vorrebbe intervenire in soccorso, in aiuto ma questo la Storia non lo permette e persino la fantasia non può spingersi così oltre. E non ci resta che ascoltare, diventare – attraverso questa lettura – testimoni del nostro passato e immaginare quanto dolore e quanta bruttura questi ragazzi, anche nostri coetanei, hanno vissuto e subìto. Probabilmente anche senza saperne il motivo. Ma quale guerra ha un motivo valido da essere compreso e, soprattutto, accettato?

“Una pausa dalla Guerra”: i fronti opposti smettono di essere nemici e si uniscono per una partita di calcio

Così, Il soldato dimenticato è un vero gioiello e non solo per gli appassionati di Storia ma per chiunque voglia conoscere più da vicino il valore e il prezzo del coraggio e della Libertà. E Restelli ha portato tutto questo nelle sue pagine. E la memoria non può non andare a quei giovani che poi sono diventati i nostri nonni, la nostra famiglia, la nostra memoria personale e collettiva. Insomma, parte di noi. E non dobbiamo permetterci di dimenticarlo.

Claudio Restelli, “Il soldato dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi” (Edizioni Leucotea, 2020)

Non possiamo permetterci di non conservare la memoria. Anche di chi non ha più avuto un nome. È la Storia. La nostra Storia. Il soldato dimenticato attraverso una scrittura semplice, spontanea, affettuosa, libera, precisa pur senza trasformarsi in un saggio accademico ci regala tutto questo. E andrebbe portato nelle scuole, alla lettura dei più giovani perché imparino da un passato, seppur indirettamente vissuto, e da coloro le cui gesta hanno insegnato e soprattutto concesso di godere tutto ciò che sono e tutto ciò che hanno. La loro vita, la possibilità di costruire e realizzare tutto ciò che desiderano. Una parola sola, pura e semplice: Libertà.

Incontro con l’Autore

Lo scrittore Claudio Restelli

Come è avvenuto il suo primo incontro con la scrittura?

Scrivere è sempre stata la mia passione, il modo di riuscire a trasmettere le mie emozioni, quel lato intimo che spesso non riuscivo ad esternare. Un giorno provai a raccontare, tramite un romanzo, la vita di Maria Maddalena. Un’opera intima, mai pubblicata, ma che mi fece capire che potevo provarci… e magari riuscirci. Da allora ho pubblicato sei romanzi… Scrivo principalmente per me stesso, per provare emozioni nuove. Spero che il pubblico possa apprezzare e condividere insieme a me, le storie che narro, che vivo, che respiro. 

Come è nato il progetto editoriale di Il soldato dimenticato?

Radicato nel mio paese, Ospedaletti, in Liguria (anche se sono originario della Lombardia) ho scritto diversi romanzi storici. Mia intenzione, osservando tutti i giorni il monumento ai caduti nella piazza principale, era cercare di ridare vita alla storia di un Soldato che combatté la Grande Guerra. Cercando in archivi, un giorno mi sono imbattuto in Faraldi Giovanni Battista, che purtroppo, pur avendo donato la vita alla patria, non risultava essere ricordato in nessuna targa commemorativa. Da quel semplice nome, allora, è sorta la necessità di andare a fondo. Di comprendere di più. Da quel momento, per tre almeno tre mesi, ho iniziato a cercare. Dall’Archivio di Stato di Savona, chiedendo il suo foglio Matricolare, ho tratto tutta la sua storia militare… Ma non bastava.

I giovani soldati partono per il fronte

Volevo capire di più. Ho chiamato il Comune dove nacque e chiesto atto di nascita e di morte e nello stesso tempo ho iniziato a visionare almeno mille atti di nascita per anno (dal 1890 al 1900) per cercare eventuali fratelli o sorelle. Riuscii a scoprire che le due sorelle sopravvissero alla guerra (il fratellino morì appena nato). A quel punto cercai atti di matrimonio delle sorelle per comprendere se il nostro soldato avesse almeno un pronipote, o un lontano parente al quale raccontare la sua storia. Alla fine l’ho trovato. Ovviamente non ne sapeva nulla. È stato molto emozionante. Anche il suo pronipote è un contadino. Per ringraziarmi mi ha donato una buonissima bottiglia di vino rosso…

Una volta ultimato il libro lo proposi all’editore, con il quale non avevo avuto precedenti uscite e pubblicazioni, e ne fu subito entusiasta. Lo ringrazio davvero. Senza la casa editrice Leucotea Sanremo non avrei potuto rendere possibile questo sogno

I soldati della Prima Guerra Mondiale in trincea

Per raccontare e ricostruire il tessuto storico in cui si svolge la vicenda quali ricerche ha effettuato?

La Grande Guerra è stata raccontata e descritta in migliaia di libri. Io volevo farlo in maniera diversa. Volevo raccontarla con gli occhi di Gio Batta, di un contadino che amava la sua terra e che si ritrovò in Trincea su un monte impronunciabile, il Mrzli, ad uccidere ragazzi come lui, con un’uniforme diversa… Partendo dal Matricolare ho cercato negli archivi storici tutti gli spostamenti del suo reggimento di appartenenza, fino al momento del ferimento, del rientro a casa, del corso da Mitragliere, del ritorno al fronte, della cattura dopo Caporetto, alla morte in prigionia nel campo di prigionia ed ospedale per prigionieri a Kufstein, nel Tirolo Austriaco. La storia mi ha sempre affascinato. Non avevo fretta di scrivere… Avevo necessità di comprendere e capire… Così è stato. Dopo le ricerche il libro è nato quasi da solo. Il libro più veloce che abbia mai scritto. In un mese era terminato. Come se a scrivere e raccontare  fosse davvero Giovanni Battista. Come se fosse lui a muovere la mia mano. 

Lo scrittore Claudio Restelli on air durante la sua trasmissione radiofonica

Il soldato dimenticato è scritto in forma epistolare, di diario, di cronaca storica. Come è riuscito a organizzare e ad amalgamare quei tre stili?

Durante la stesura ho pensato che dovessi contestualizzare e raccontare brevemente, fornendo qualche cenno Storico, sui movimenti e l’andamento della guerra, sempre legata al protagonista. Per questo motivo ho immaginato che scrivesse a casa, raramente, e soprattutto tenesse un diario segreto nel quale annotare la propria esperienza al fronte. 

Ne Il soldato dimenticato si mescolano realtà e finzione. In che modo è riuscito a mantenere il loro perfetto equilibrio senza mai (ec)cedere nell’una o nell’altra?

Ogni racconto e fatto narrato nel libro è realmente accaduto, preso da me dalle storie dal fronte e rivisitato sulla pelle di Giovanni Battista Faraldi, cercando di romanzare, rimarcando soprattutto la tragedia e l’assurdità della guerra. È un libro che parla di pace all’interno di un conflitto… Forse è un azzardo. Ma io mi immagino quei ragazzi, specialmente quelli chiamati alle armi, molto lontani dall’amare la guerra. La vita in Trincea, le privazioni, la fame, il gelo, le Malattie, la Morte compagna di viaggio. Già la morte… Quando diventa normalità abbiamo perso la nostra dignità… 

I soldati della Prima Guerra Mondiale in trincea

Il suo amore e il suo attaccamento per la terra in cui vive e lavora quanto hanno influenzato – e influenzano – la sua scrittura e la sua creatività?

Moltissimo. Terra di eresia, terra di catarismo, terra del mistero. Poco conosciuta ma da approfondire… Soprattutto per gli amanti della storia… 

Qual è stata la parte più complessa del suo lavoro, la difficoltà maggiore riscontrata in fase di stesura?

La Parte più complessa del lavoro è stata certamente la Ricerca dei dati… Ma anche emozionante. Le faccio un esempio. Mi ricordo la sera che trovai il luogo di sepoltura, spulciando lista per lista, innumerevoli cimiteri militari all’estero… Fu un momento indimenticabile… La stesura, invece, è davvero filata via molto diretta e spedita. Io non ero più Claudio Restelli. Ero, e da allora lo sono ancora, Giovanni Battista Faraldi. Ogni sera finivo un capitolo. Ed ogni sera, rileggendolo, piangevo per la commozione. Quanta tristezza… 

I soldati della Prima Guerra Mondiale in trincea

Se oggi potesse incontrare il giovane Giovanni Battista Faraldi cosa vorrebbe dirgli o raccontargli? 

Se potessi incontrare Gio Batta, lo abbraccerei stretto, commosso, e gli direi due sole parole “Grazie” e “Scusa” . In questi due vocaboli è racchiuso tutto. Grazie per aver donato la sua gioventù per il nostro futuro, grazie per aver combattuto una guerra di cui non sapeva nulla, lui semplice contadino semianalfabeta, gettato senza nemmeno saperlo a dover uccidere per sopravvivere… Grazie per il proprio enorme sacrificio. Quando lo scorso ottobre sono andato al cimitero Militare di Amras vicino a Innsbruck, sulla sua tomba, è stato davvero un momento molto toccante, unico… In quel momento ci siamo davvero incontrati… Abbracciati. Gli direi “Scusa” perché abbiamo sprecato la sua vita, la loro vita, nel non sapere creare un mondo migliore, nell’essere ancora ed ancora ed ancora ricaduti negli stessi, identici, errori… Speranze mai avverate.

Soldati al fronte

Come è nata la sua pagina Facebook  Il Soldato dimenticato di Claudio Restelli?

Con la nascita di questo romanzo è nata anche una pagina Facebook dal titolo Il Soldato dimenticato di Claudio Restelli che nel giro di un anno ha raggiunto, ad oggi, 27mila followers. Nella pagina racconto, con l’aiuto di validi collaboratori e esperti della Grande Guerra, Pierangelo Botto e Francesco Rusticone, il conflitto in maniera che non viene spiegata nelle scuole… Ogni giorno storie ed aneddoti diversi. La cosa che ci sta dando poi soddisfazione è aiutare parecchie persone a cercare e ricordare i loro parenti che hanno combattuto e, spesso, donato la vita durante la Grande Guerra. Abbiamo trovato storie, luoghi di sepoltura che molti parenti non conoscevano. Ed ogni volta è bellissimo poter mettersi a disposizione delle persone che hanno perso i propri cari in maniera così atroce. 

I soldati della Prima Guerra Mondiale in trincea

Quali sono le opere e gli Autori che hanno contribuito a formare il suo “essere scrittore” e il suo “essere Autore”?

Uno scrittore su tutti… Carlos Ruiz Zafon… È morto a 55 anni, lo scorso anno, lasciando un vuoto incolmabile nella Letteratura mondiale. Nessuno, per quanto possa essere valido il mio parere, scriveva come Lui. Emozione pura… Consiglio a tutti di leggere i quattro romanzi del ciclo Il Cimitero dei libri dimenticati. Batticuore. 

I soldati della Prima Guerra Mondiale in trincea

Quali sono i suoi prossimi impegni e progetti editoriali?

Ho appena terminato la stesura di un nuovo romanzo, thriller noir, che ho sottoposto alla casa editrice che mi ha proposto contratto. Vedremo come andrà… Il titolo? Il Conte delle Porrine e l’ombra degli spiriti (a proposito di Zafón). E presto Il Soldato Dimenticato. La storia di Giovanni Battista Faraldi diventerà anche uno spettacolo teatrale dal titolo Io Sono Gio, con la sceneggiatura di Amanda Fagiani. Speriamo di metterlo in scena per l’estate. 

 

 

 

 

 

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