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Letto per voi… “Il Vangelo secondo Matteo” di Riccardo Dri

La Rubrica online “Piazza Navona” vi presenta Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica di Riccardo Dri (YouCanPrint) classificatosi al quinto posto della sezione “Saggistica” alla scorsa  edizione del Premio Letterario Nazionale “EquiLibri”. Non perdete l’Incontro con l’Autore!

La trama

Riccardo Dri, “Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica” (YouCanPrint, 2022)

Religione e psicanalisi. Questi sono i due campi d’azione che Riccardo Dri mette in comunicazione nel suo testo dal titolo Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica. In quest’opera, infatti, l’Autore (psicanalista di professione) propone e offre una lettura del testo evangelico da un punto di vista psicanalitico. In tal modo, fede e razionalità vengono messe a diretto confronto offrendo al Lettore non solo importanti spunti di riflessione, ma anche la possibilità di comprendere meglio il testo religioso e la funzionalità di quel sapere e di quello studio che fanno di Freud padre della psicoanalisi.

Sul libro

Nel 2022 Riccardo Dri pubblica con YouCanPrint l’interessante saggio dal titolo Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica. Un volume composto di dieci capitoli, cui si aggiungono una introduzione e le conclusioni, attraverso i quali l’Autore con la sua esperienza, il suo sapere, la sua precisione e la sua “puntualità tecnica” analizza e rilegge il Vangelo secondo Matteo da un punto di vista prettamente psicoanalitico.

YouCanPrint

Non è un caso che il libro si apra con questa citazione di André Green, lo psicoanalista francese scomparso nel 2012: Lo psicoanalista non legge il testo, lo ascolta. Questo è esattamente ciò che fa Riccardo Dri nelle poco più di duecento pagine che compongono il volume. Qui non viene messa in discussione la verità o meno della Fede, il suo costrutto, la sua importanza. Essa, partendo dal Vangelo secondo Matteo, viene “solo” analizzata attraverso uno studio attento servendosi anche di parole, studiosi, pareri di coloro che hanno creato e approfondito lo stesso mondo della psicoanalisi.

Riccardo Dri, “Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica” (YouCanPrint, 2022)

Nella sua introduzione Riccardo Dri scrive: (…) seguendo Freud, a psicoanalisi è intesa come scienza dell’interpretazione, che dobbiamo saper trasporre a qualsiasi discorso, fra cui il discorso testuale, perché esso no è meno discorso di altri, è sempre un racconto e cioè narrazione di stati d’animo, richiesta di aiuto, desiderio di relazionarsi, moto di affettività, trasmissione di un sapere, e insomma tutte le innumerevoli occasioni in l’uomo, unico vivente che parla, ricorre alla parola per vivere (…).

Credo sia questo il punto di partenza più utile per comprendere e avvicinarsi a questo saggio il quale, così tanto specifico e preciso nei suoi riferimenti, è indirizzato a un pubblico quantomeno vicino a uno dei due “campi d’azione” su cui si muove: la religione e la psicoanalisi. Nonostante questo Riccardo Dri non delude e regala al suo pubblico uno studio approfondito, puntuale, attento, preciso, in totale assenza di preconcetti e di prese di posizione assunte a priori. E questo è decisamente il “marchio di fabbrica” del nostro Autore: scrive forte del suo sapere e dei suoi studi senza mai precludere al Lettore la sua (necessaria e doverosa) parte di ragionamento e riflessione. Certo è che dopo aver letto Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica ci si sente più ricchi e consapevoli. Di ragionare e di credere.

Incontro con l’Autore

Lo scrittore Riccardo Dri

Come è nato il progetto editoriale di Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica ?

È nato dall’idea che, nonostante la nostra cultura sia essenzialmente cristiana, e nonostante i fedeli non siano necessariamente teologi, proprio per questo era bene dare un’illustrazione e una riflessione teorica su uno dei testi chiave che nemmeno la chiesa cattolica legge spesso nelle funzioni religiose. In Chiesa si legge soprattutto San Paolo, proprio la versione hegeliana (per così dire) dei vangeli che, nella loro formulazione sorgiva, escludono in modo perentorio che il testo sia, per così dire, “spirituale”. Questo lo si capisce bene tenendo conto dell’ambiente in cui quelle predicazioni sono avvenute: l’ambiente è ebraico, e non cristiano. L’ebraismo (e Cristo era ebreo, e non cristiano) è mondano e materiale, non nel senso che nell’ebraismo non c’è “spirito”, ma nel senso che “la terrestrità della cultura ebraica sarà la stessa terrestrità, negata dal cristianesimo, della predicazione di Gesù, e di cui tutti i Vangeli sono permeati al punto che ereditare la terra sarà dallo stesso Gesù considerato un premio (Matteo 5,5). Si potrebbe riassumere così: 

Riccardo Dri, “Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica” (YouCanPrint, 2022)

“[…] occorre ribadire in tutta chiarezza, a questo punto, quella peculiarità della fede veterotestamentaria che la rende, dal punto di vista della storia delle religioni, un caso unico in rapporto all’ambiente dell’epoca: il fatto caratteristico che l’Antico Testamento, nella sua attesa, a prescindere da alcune affermazioni marginali, non oltrepassa la soglia di questo mondo presente . Questa peculiarità, che fa dell’Antico Testamento un libro legato in misura abbastanza notevole alla terra e al ‘mondano’ è stata registrata con un certo disagio” (W. Zimmerli, [1973], pag. 118)

Quali ricerche e approfondimenti ha realizzato per la stesura di Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica ?

L’approfondimento principale riguarda esattamente la mondanità di Cristo, il suo essere corpo. Non sfugge certo a nessuno che i riferimenti principali del messaggio di Cristo sono “Questo è il mio corpo, questo è il mio sangue”, Quella stessa carne (e quello stesso sangue) offerto totemicamente all’ultima cena, dove non si dice “questa è la mia anima, questo è il mio spirito” ma si dice “questo è il mio corpo”, “questo è il mio sangue” (Mt. 26, 25-26). La relazione con la psicoanalisi è presto detta: ciò che chiamiamo “Io” è corpo. Non esiste un Io scorporato, il corpo non è un accessorio, siamo noi. Noi NON diciamo, nel credo niceno che recitiamo alla domenica: “Credo nell’immortalità dell’anima”, come sarebbe piaciuto alle chiese paoline, ma diciamo “Credo nella resurrezione della carne” (σαρκὸς ἀνάστασιν), Carnis resurrectiónem. Più corporale e carnale di così… “un fantasma non ha carne e ossa” (Luca, 24, 39).

Riccardo Dri, “Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica” (YouCanPrint, 2022)

Perché ha deciso di dedicarsi in particolar modo al Vangelo secondo Matteo?

Ho prodotto un saggio anche sul Vangelo di Giovanni, che è a parte perché è una visione del mondo che non si accorda con i sinottici (syn – opticos: la vista d’insieme). È considerato il primo Vangelo (storicamente in realtà è il secondo). Lo considero un pilastro, dove tutto ciò che c’è da sapere sul Cristo è là sotto gli occhi. MA bisogna saper leggere. Qualunque lettura, se non ci coinvolge, è semplicemente noiosa. Come può coinvolgerci questo vangelo? Perchè è IL racconto, il racconto che noi siamo, il mythos, che è più importante della nostra vita stessa. il Vangelo non si può leggere (anzi: ascoltare) con il noein, va letto con il thumòs. Proprio come bisogna fare in analisi: non ci sono ragionamenti e verità, ma empatia e sentimento, perché i racconti sono letteratura, e il racconto della nostra vita non lo è di meno. 

In che modo è possibile far “incontrare” psicoanalisi e religione?

Riccardo Dri, “Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica” (YouCanPrint, 2022)

Le religioni, tutte, sono allusive. La psicoanalisi è la spiegazione del mito, del racconto. Ciascuno di noi è il racconto, il suo proprio racconto. Nella seduta di analisi, il discorso del soggetto è come un testo scritto che viene fatto ascoltare dall’orecchio attento dell’analista, mentre il testo da leggere è dato come parola da ascoltare. La differenza sta piuttosto nell’impossibilità di interpellare il testo come può fare l’analista che ascolta una persona, con il suo discorso, in attesa di una risposta, così come anche di un silenzio (che spesso parla più di una risposta). Anche la parola o il silenzio dell’analista possono provocare, nel paziente, uno spostamento significativo o l’apertura di possibilità fino a quel momento non previste. In breve lo psicoanalista “ha preso le nostre infermità e si è addossato le nostre malattie” (Matteo 8, 17). Non occorre che psicoanalisi e religione si incontrino. Sono già un tutt’uno, come Jung ci ha insegnato nella sua poderosa letteratura religiosa.

Riccardo Dri, “Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica” (YouCanPrint, 2022)

Fede e razionalità, credere e riflettere: da psicoanalista, come trovare la giusta “misura”?

È il compito propriamente umano. Non dobbiamo far prevalere nessuna delle due potenze. La razionalità da sola ci disumanizza, l’irrazionalità psichica da sola inficia la salute mentale. Non siamo affatto “composti” da anima e corpo. Siamo solo corpo sollecitato dal fenomeno dell’esistenza. Non c’è un metodo per la giusta misura, perché modelli di pensiero (razionalità) e passione (irrazionalità) sono diversi in ciascuno di noi. Perciò non esiste METODO. Metodo viene dal greco (metà – odòs, secondo la strada). Ciascuno ha una sua strada che non è sovrapponibile ad altre, benché altre vite possano esserci di esempio. Cristo diceva, giustamente, che “ἡ βασιλεία τοῦ θεοῦ ἐντὸς ὑμῶν ἐστιν, il Regno di Dio è DENTRO di voi. (Lc. 17, 20-21). APPUNTO: il regno di Dio è la nostra psiche. Per intero: “Non viene il Regno di Dio in modo che si possa osservare; né si dirà: Eccolo qui, o là! Perché, ecco, il Regno di Dio è dentro di voi”. Siamo beati (felici) quando siamo venuti a capo della nostra spiritualità, quando padroneggiamo la nostra psiche, che non ha nulla della sua “osservabilità”, perché cerchiamo fuori ciò che è soltanto dentro (ἐντὸς), e che si manifesta, eccome!, anche fuori. In realtà non esiste né un fuori né un “dentro”. Esistono due immagini di noi che collimano, il nostro pensare e il nostro fare. Non c’è una separazione Io – mondo. Ma assoluta continuità. QUESTA è la “giusta misura”.

Riccardo Dri, “Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica” (YouCanPrint, 2022)

Umanamente e professionalmente parlando, cosa le ha lasciato la realizzazione e la stesura di questo libro?

Il desiderio di continuare. Ci sono almeno una decina di volumi pubblicati dopo questo. Mi occupo dell’uomo. Non è sempre facile. Ma è quello che dobbiamo fare tutti: chi con carta e penna, chi con l’azione, chi in mille altri diversi modi. Ogni monumento (si fa per dire) vuole che esso venga continuamente sbozzato. Dove sta la difficoltà? Penetrare la maschera che noi siamo, non perché decidiamo e ci piace mascherarci, ma perché senza maschere non possiamo vivere. Vita e verità sono incompatibili, per questo dobbiamo indossare maschere. La maschera è ciò contro cui lo psicoanalista combatte: ma non per distruggerla, ma per cambiarla. Cambiare il mito: cambiare il racconto che noi siamo. 

Riccardo Dri, “Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica” (YouCanPrint, 2022)

Qual è stata la parte o il passaggio più complesso da tradurre su carta?

Far capire, tramite i testi originali, quanto visto fino a qui. Non è semplice venire a patti con sé stessi. Freud le chiamava “resistenze”, ma più opportunamente io le ho chiamati racconti che ciascuno di noi fa a se stesso per tentare di comprendere e sostare nella propria identità. Che può anche convertirsi. Non abbiamo una sola identità. Non ci illumina Freud, ma Cristo: “Mi chiamo Legione, gli rispose (il demonio), perché siamo in molti.” (Mc. 5, 9; 5, 15; Lc. 8, 30). Più chiaro di così.

Vangelo secondo Matteo. Saggio per una interpretazione psicoanalitica si è classificato al quinto posto nella sezione “Saggistica” alla quinta edizione del Premio Letterario Nazionale “EquiLibri” con la seguente motivazione:

I Vangeli sono forse i testi letterari, insieme alla Bibbia, più diffusi e studiati nella storia degli ultimi secoli. Era forse arduo, e rischioso, compiere un nuovo viaggio all’interno di essi. L’Autore prende in esame quello di Matteo costruendo delle ipotesi umanistiche piuttosto suggestive rendendo ancora più moderno e attuale un testo che, letto a livello narrativo, può risultare datato. Colto e denso di riferimenti alle teorie psicoanalitiche novecentesche, Riccardo Dri contribuisce con la sua analisi a dare nuove interpretazioni del Vangelo. Di notevole suggestione l’approfondimento del concetto della “parola” e del “silenzio” che, come una trama, è presente nel testo originale così come nel saggio proposto dall’Autore.

Cosa ha significato per lei e per il suo studio ottenere tale riconoscimento?

È sicuramente un incoraggiamento e soprattutto il riconoscimento che il proprio lavoro non è stato inutile. Generalmente questo tipo di studi chiude chi ci studia in una soffocante solitudine. Un premio dice “Guarda che non sei solo … noi abbiamo capito”. E non è poco, anzi è moltissimo.

Quali sono i suoi prossimi progetti editoriali?

Riccardo Dri alla cerimonia di premiazione del Premio Letterario Nazionale “EquiLibri” – Anguillara Sabazia, 27 maggio 2023

È in stampa un libro curioso, che non esce a nome mio. Èuna risposta al “Nietzsche” di Heidegger (Adelphi 1995), ed esce come l’ Heidegger di Nietzsche. Mi sono messo nei panni di quest’ultimo per rispondere alle 1100 pagine scritte da Heidegger. Forse è un testo rivoluzionario, almeno nelle intenzioni. So già che non lo leggerà quasi nessuno. 

Qui di seguito troverete una breve clip della Cerimonia di Premiazione della quinta edizione del Premio Letterario Nazionale “EquiLibri” tenutasi lo scorso 27 maggio 2023 presso i Giardini del Torrione di Anguillara Sabazia (Rm). Questa è una occasione per ringraziare ancora una volta il Comune di Anguillara Sabazia, tutti i partecipanti, gli Autori, gli Editori e i collaboratori che hanno permesso e sostenuto la realizzazione della manifestazione con immenso entusiasmo e grande fiducia.

 

 

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