“Lucio Fontana, the Final Cut”, il ritratto dell’artista che ha esplorato lo spazio oltre la tela e la materia

La Rubrica online “Piazza Navona” vi presenta in anteprima il docufilm di Andrea Bettinetti Lucio Fontana, the Final Cut. Il 25, 26 e 27 maggio 2026 non perdete questo secondo appuntamento della Grande Arte al Cinema di Nexo Studios.

La trama

“Lucio Fontana, the Final Cut” diretto da Andrea Bettinetti (2026)

Lucio Fontana, The Final Cut diretto da Andrea Bettinetti è il documentario dedicato all’Artista e al filosofo dell’Arte concettuale del secolo scorso. Dai tagli ai buchi alle tele, Lucio Fontana è partito per rivoluzionare il pensiero dell’arte spingendosi ogni oltre limite di tempo e spazio. Andando “semplicemente” oltre. Troppo rivoluzionario per la sua epoca, inizialmente è stato deriso e pesantemente criticato. Oggi, a quasi sessant’anni dalla sua scomparsa, la sua Arte e il suo concetto di essa si (ri)scoprono attualissimi, reali, tangibili. Questo e molto altro è racchiuso in Lucio Fontana, The Final Cut: il taglio e lo sguardo finale – ma non ultimo – sulla concezione pittorica, scultorea e architettonica di un uomo che ha toccato l’arte nella sua pura materia ed essenza.

Il trailer

Sul film

Lucio Fontana (Ph. Ugo Mulas)

Il 25, 26 e 27 maggio 2026 vi aspetta il secondo appuntamento con la Grande Arte al Cinema targato Nexo Studios. Dopo la stagione iniziata lo scorso aprile con Tabù. Egon Schiele si fa un balzo in avanti nel Novecento e si arriva a Lucio Fontana, The Final Cut.

Il docufilm diretto da Andrea Bettinetti è un viaggio della durata di circa novanta minuti che ci porta alla scoperta e alla conoscenza di Lucio Fontana, l’Artista originario di Rosario (Argentina) naturalizzato italiano. Chi di voi non ha mai visto una tela con un profondo sgarro o puntellata di buchi? Ecco, quello (e molto altro) è Lucio Fontana. Tanti avranno anche pensato: “Ma cosa ci vuole a dipingere una tela di un solo colore e poi tagliarla?” Anche questo (è molto altro): è Lucio Fontana. Il problema o la fortuna che nessuno prima dell’Artista argentino ha mai osato tanto. Proprio per questo nella sua carriera è stato tanto criticato, deriso suscitando un grande scandalo per aver oltraggiato l’arte e la sua materia.

Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1964, idropittura e tagli su tela, 72 x 93 cm. Collezione privata © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2026

In realtà, Lucio Fontana ha fatto esattamente l’opposto. Ha decostruito l’arte trasformandola in concetto su cui lavorare e a cui approcciarsi in termini anche filosofici. Il suo desiderio e il suo gesto di distruggere in parte la tela (o la ceramica, o le lastre di metallo, ecc.), in realtà, sono un mezzo di entrare all’interno dell’opera d’arte, di attraversarla con lo sguardo e con il corpo. Insomma, di andare oltre e di vedere, sentire, pesare al di là del suo spazio e del suo tempo. Proprio per questo Fontana era particolarmente attratto dallo studio dello spazio, del cosmo, del concetto di vuoto e di pieno (ciò ha anche molto di pirandelliano, in un certo senso), di relatività. Negli anni Quaranta getta le basi del Movimento Spaziale, fondato ufficialmente a Milano nel 1947 con la pubblicazione del “Manifesto Blanco” e dei “Manifesti dello Spazialismo”.

Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1949-50, anilina e buchi su tela, 80 x 49 cm. Milano, Fondazione Lucio Fontana © Fondazione Lucio Fontana, Milano by SIAE 2026

Tutto questo suo pensiero e coinvolgimento filosofico lo traduce nelle sue opere attraverso tagli, buchi, tele lacere. Un gesto artisticamente, filosoficamente e anche moralmente rivoluzionario per l’epoca. Oggi abbiamo la stessa reazione quando vediamo una banana affissa al muro con del nastro isolante. I tempi cambiano ma se non ci fosse stata quella spinta concettuale e filosofica di Fontana, all’inizio ritenuta anche fastidiosa e sfacciata, molto probabilmente l’arte contemporanea non sarebbe la stessa e non avrebbe la stessa libertà “di movimento”.

Andrea Bettinetti ha realizzato un puntuale ed efficiente documentario la cui voce narrante è di Miriam Leone e dove vi compaiono una gran quantità di artisti, studiosi e critici che tracciano un ritratto di Lucio Fontana sincero, attento, onesto e ricco di…pieno e di vuoti tra loro in perfetto equilibrio.

Perciò, non perdete questa splendida occasione di penetrare le tele del Maestro argentino, di viverle e di scoprire cosa vi è al di là di esse e del concetto di spazio, tempo e luce… E nulla vi sembrerà più uguale a prima.

Voto 4/5

Scheda film

Titolo originale: Lucio Fontana, The Final Cut

Genere: Documentario, Biografico, Storico

Regista: Andrea Bettinetti

Soggetto e sceneggiatura: Andrea Bettinetti

Voce narrante: Miriam Leone

Con la partecipazione di: Doug Wheeler, Antony Gormley, Carsten Holler, Alfredo Jaar, Michelangelo Pistoletto, Heinz Mack, Giovanni Anceschi, Roberta Cerini Baj, Massimo Barbero e Daniela Alejandra Sbaraglia, Padre Paolo Benanti, Norman Foster, Giuliana Bruno e Giovanni Rossello.

Montaggio: Walter Marocchi

Fotografia: Federico Teoldi

Produzione:  Good Day Films, Nexo Studios

Distribuzione: Nexo Studios

Musica: Eraldo Bernocchi, Hoshiko Yamane

Paese: Italia

Durata: 90 minuti

Uscita: 25, 26 e 27 maggio 2026

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