“Tabù. Egon Schiele”, corpi oltre lo scandalo tra eros e arte

La Rubrica online “Piazza Navona” vi racconta in anteprima del docufilm Tabù. Egon Schiele diretto da Michele Mally. Il 20, 21 e 22 aprile 2026 non perdete il nuovo appuntamento della Grande Arte al Cinema targata Nexo Studios.

La trama

“Tabù. Egon Schiele” diretto da Michele Mally (2026)

Ventotto anni, dal 1890 al 1918: questa è stata la vita di Egon Schiele la cui produzione artistica conta centinaia di quadri e migliaia di opere su carta. Eppure, uno dei punti fermi dell’artista boemo è Krumau (l’odierna Český Krumlov) , il paese natio della madre. Proprio qui inizia il racconto di Tabù. Egon Schiele dove si trova l’Atelier dove vive con la compagna e modella Wally Neuzil. Qui, ancora, affondano le radici, lo stile e la produzione di Schiele capaci di sovvertire ogni regola e di mostrare una intimità profonda attraverso uno sguardo dall’alto derivante dal rapporto conflittuale con la madre Marie, dal dolore per la perdita prematura di suo padre e dal rapporto simbiotico con la sorella Gerti. Sarà questo stesso vissuto a influenzare il rapporto di Schiele con le sue donne, Wally Neuzil ed Edith Harms che sposa nel 1915. Poi, troppo presto, arriva la morte. La scomparsa di un giovane artista che porta via con sé tanti tormenti lasciandone altrettanti in eredità all’infinità del tempo assieme a una visione privilegiata e faticata della vita stessa quando viene vissuta in ogni suo singolo istante.

Il trailer

Sul film

Egon Schiele, Portrait of Wally Neuzil, 1912 © Leopold Museum, Vienna

Il 20, 21 e 22 aprile 2026 nelle nostre sale arriva il docufilm Tabù. Egon Schiele diretto da Michele Mally. Non perdete il nuovo appuntamento di questa stagione cinematografica della serie La Grande Arte al Cinema targata Nexo Studios. Novanta minuti per raccontarvi i ventotto anni di vita dell’artista boemo che ha saputo guardare e ritrarre la vita servendosi di un punto di vista dall’alto. Così, nascono i suoi centinaia di ritratti e le migliaia opere su carta. Madri, prostitute, donne, amiche, amanti, spose, colleghi… Schiele offre una nuova vita ai suoi soggetti e anche a se stesso attraverso i suoi numerosi autoritratti. Opere che nascono da una profonda fame di vita e, in particolar modo, del complesso rapporto che l’artista ha con il sentimento amoroso. Suo padre muore troppo presto di sifilide, mentre sua madre che gli resta accanto sino alla sua scomparsa – a causa dell’influenza spagnola – avvenuta nel 1918, ha con lui un rapporto freddo, distaccato, privo di uno spontaneo slancio affettuoso.

EgonSchiele, Kneeling Female in Orange-Red Dress, 1910 © Leopold Museum, Vienna

A far star bene Schiele è il legame fortissimo con sua sorella Gerti, compagna di giochi e d’arte che per lui è anche amica e confidente. Dall’amore autentico per Gerti, per Wally Neuzil e per Edith Harms – che sposa nel 1915 e che morirà incinta di sei mesi nel 1918 – si anima il suo pensiero artistico, la poetica del suo tratto e del suo colore, che spesso si riducono all’essenziale, a linee sottili ma ben definite e ferme. Ogni opera di Schiele è una storia, è una sfaccettatura di un diamante grezzo di inestimabile valore che mostra la vita come andrebbe vissuta: libera e priva di tabù, di segreti, di vergogna.

Tutto questo – e molto altro – Michele Mally ci racconta nel suo docufilm che non solo si concentra su Schiele ma ha il pregio di aprirsi alla sua epoca e ai suoi protagonisti. Grazie ai contributi di studiosi, storici, scrittori, registi, direttori museali e addetti ai lavori, si racconta ciò che accade attorno a Schiele, gli eventi e gli avvenimenti che gli sono passati accanto e non solo quelli che lo hanno attraversato. Allo stesso modo, si crea un parallelo con Franz Kafka muovendo la storia tra Vienna e Praga. Non ci sono prove o testimonianze che l’artista e lo scrittore si siano mai incontrati, eppure in questo immaginario e onirico avvicinamento sembrano incontrarsi, ciascuna a suo modo, due anime non troppo distanti, gonfie di vita, ispirazione e bisogno di raccontare il proprio mondo.

Egon Schiele, Young Mother, 1914, Photo Birgit and Peter Kainz © Wien Museum, Vienna

Ancora una volta Nexo Studios offre al grande pubblico, la possibilità (unica!) di osservare sul grande schermo opere che altrimenti non avremmo modo di guardare e studiare cogliendone i dettagli più nascosti e intimi. Ancora una volta ci è offerta la possibilità di avvicinarci e di carezzare l’animo di un grande artista che, con la sua coscienza e la sua conoscenza, ha stravolto il mondo dell’arte rendendolo più ricco e potente. Dal valore immenso.

Voto 3,5/5

Scheda tecnica

Titolo originale: Tabù. Egon Schiele

Genere: Documentario, Biografico, Storico

Regista: Michele Mally

Sceneggiatura: Arianna Marelli, Michele Mally

Cast: Erika Carletto

Con la partecipazione di: Jane Kallir (Presidente Kallir Research Institute, New York), Ralph Gleis (Direttore Generale, Albertina di Vienna), Elisabeth Dutz (Curatrice capo, Albertina di Vienna), Kerstin Jesse (Curatrice Senior, Leopold Museum di Vienna), Verena Gamper (Curatrice, Belvedere di Vienna), Klára Sváčková (Museum Fotoatelier Seidel, Český Krumlov), Elio Grazioli (storico dell’arte), Otto M. Urban (storico dell’arte, Dox Centre For Contemporary Art, Praga), Maddalena Mazzocut-Mis (filosofa, Università degli Studi di Milano), Micaela Riboldi (psicanalista, Società Bolognese di Psicoanalisi), Amelia Valtolina (germanista, Università degli Studi di Bergamo), Romina Casagrande (scrittrice), Alessandro Banda (scrittore), Gerda Leopold (regista)

Montaggio: Michele Mally

Fotografia: Mateusz Stolecki

Produzione:  3D Produzione

Distribuzione: Nexo Studios

Musica: Laura Masotto

Paese: Italia

Durata: 90 minuti

Uscita: 20, 21 e 22 aprile 2026

 

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