“Mio zio Jens”, un’ironica e delicata tragicommedia sulla migrazione

Oggi arriva nelle nostre sale Mio zio Jens diretto dal regista curdo-norvegese Brwa Vahabpour al suo esordio nel lungometraggio di finzione. Il film, che ha ottenuto il patrocinio di Amnesty International Italia, mescolando ironia e sensibilità, racconta di identità, migrazione, radici familiari e culturali.  La Rubrica online “Piazza Navona” ve ne parla in anteprima in questo articolo!

La trama

“Mio zio Jens” diretto da Brwa Vahabpour (2025)

Akam è un giovane insegnante in un liceo di Oslo di origine curde con la passione per la scrittura. La sua vita scorre tranquilla tra la scuola e l’appartamento che condivide con due coinquilini.

Tutto, però, cambia quando, del tutto improvvisamente e inaspettatamente, dalla parte iraniana del Kurdistan e senza parlare una parola di norvegese, arriva lo zio Khdr (che, per semplicità, grazie a un tassista, adotta il nome Jens).

Il giovane docente, in bilico tra il rispetto per il parente, la sorpresa e l’ospitalità, d’accordo con i suoi coinquilini, accetta di tenere con sé lo zio per qualche giorno. La convivenza si prolunga divenendo sempre più complessa. Akam, inoltre, pare a sentirsi a disagio nel dialogo con suo zio che ricordandogli le sue origini sottolinea il divario che c’è tra le loro culture e il nord Europa dove ha radicato la sua esistenza.

Ma cosa è venuto a fare zio Jens a Oslo? Perché? Soprattutto, come è arrivato? Questi sono soltanto alcuni degli interrogativi cui Akam dovrà trovare risposta e per farlo dovrà scendere a patti con i principi della sua stessa vita nonché rivedere e riflettere sul senso della famiglia, dell’onestà, del coraggio e anche dell’amore…

Il trailer

Sul film

Una scena di “Mio zio Jens” diretto da Brwa Vahabpour (2025)

Il 1° ottobre 2026 esce nelle nostre sale Mio zio Jens, l’esordio nel lungometraggio di finzione del regista curdo-norvegese Brwa Vahabpour, distribuito da Cineclub Internazionale Distribuzione. Il film ha anche ottenuto il patrocinio di Amnesty International Italia con la seguente motivazione:

Tra battute e dialoghi arguti che suscitano molti sorrisi, “Mio zio Jens” racconta le dinamiche sempre più complesse dell’asilo in Europa e spiega da dove e perché il popolo curdo fugga.

È sufficiente questa breve, ma puntuale frase per comprendere e spiegare il senso di questo delizioso film che, mescolando sapientemente commedia e dramma, fa un ritratto preciso della società contemporanea, delle sue tematiche principali e di quegli anfratti nascosti e amari che le appartengono.

Una scena di “Mio zio Jens” diretto da Brwa Vahabpour (2025)

All’inizio Mio zio Jens punta tutto sulla comicità che si sviluppa, dopo l’arrivo del protagonista, attraverso brevi flashback che spiegano alcune sue involontarie “malefatte”, attraverso la difficoltà di comunicazione tra zio e nipote, attraverso le differenti abitudini e il vivere comune. Gli occhi sempre spalancati e lo sguardo innocente di zio Jens farebbero si perdonare qualunque cosa!

Poi, però, il registro cambia e la vicenda assume un tono e un colore diversi con l’inevitabile rottura del piano iniziale. Si vira verso il drammatico e il thriller quando zio Jens mette davanti al nipote la realtà e le radici che, inevitabilmente, ha portato con sé e che sono anche parte di lui e della loro storia, della loro famiglia. Zio Jens è fuggito dallo stato iraniano ma, per le ragioni che scoprirete guardando il film, non può essere considerato un rifugiato politico. Per questo è costretto a nascondersi e a non farsi trovare dalle Forze dell’Ordine che lo stanno cercando.

Una scena di “Mio zio Jens” diretto da Brwa Vahabpour (2025)

Ovviamente non vi diciamo cosa ne sarà di zio Jens e del mono-espressivo (caratteristica che funziona all’interno della narrazione) Akam. Possiamo, però, dirvi che all’interno di questo film le contrapposizioni – realizzate con pacata gentilezza e delicatezza – sono molto interessanti e parte attiva della vicenda. Tra queste vi sono, il già citato contrasto tra commedia e dramma; poi, tra il giovane e l’anziano; tra il nord Europa e l’Iran; tra tradizione e modernità; tra solitudine e convivenza; tra migrazione e integrazione; tra legalità e illegalità…

Mio zio Jens, così, diviene un vero e proprio gioco di contrasti sul quale è costruita l’intera struttura della storia che, di per sé, è assai moderna e attuale. È la storia di chi lascia il proprio Paese portando dentro di sé parte della sua storia, dei suoi avi, delle sue tradizioni, dei suoi racconti… quel “qualcosa” che, pur volendo tradurre al prossimo, resta una parte non totalmente compresa perché intima, privata e, forse, conosce solo la lingua del proprio cuore e di quella della famiglia da cui si è avuto origine.

Voto 3,5/5

Scheda tecnica

Titolo originale: Onkel Jens

Genere: Drammatico, Commedia

Regia: Brwa Vahabpour

Sceneggiatura: Brwa Vahabpour

Cast: Peiman Azizpour, Hamza Agoshi, Sarah Francesca Brænne, Theresa Frostad Eggesbø, Magnus Lysbakken, Emir Hakki, Mohamed Chakiri

Fotografia: Jørgen Klüver

Scenografia: Kristian Lahn Vestby

Costumi: Maren Saedi

Montaggio: Cătălin Cristuțiu, Brynjar Lien Aune

Produzione: True Content Production AS in collaborazione con Tangaj Production

Distribuzione: Cineclub Internazionale Distribuzione

Musiche originali:  KASTEL

Paese: Norvegia/Romania

Anno: 2025

Durata: 98 minuti

Uscita: 1° Ottobre 2026

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