Letto per voi… “La poesia non può ferirmi” di Alessia Pizzi

La Rubrica online “Piazza Navona” è lieta di ospitare ancora una volta la poetessa Alessia Pizzi e di presentarvi la sua ultima raccolta poetica dal titolo La poesia non può ferirmi (Eretica Edizioni). Non perdete questo nuovo Incontro con l’Autrice!

La trama

Alessia Pizzi, “La poesia non può ferirmi” (Eretica Edizioni, 2026)

La poesia non può ferirmi di Alessia Pizzi è una raccolta poetica contenente quaranta componimenti in cui la poetessa romana, con la schiettezza, la determinazione e la riservatezza che la contraddistinguono, mette in versi anche la sua intimità e la sua essenza. Non solo. Nei suoi versi trovano spazio il presente – rappresentato dalla poesia dedicata a Giulia Cecchettin in apertura del volume e il riferimento a Livia Candiani – e il passato – ad esempio, attraverso l’evocazione di Saffo, Omero, Medea, Dafne e la poetessa polacca Wisława Szymborska scomparsa nel 2012. Poesie che profumano di donna, crescita ed evoluzione e costruiscono un ponte tra passato e presente creando un dialogo senza fine tra il tempo e la sua eco.

Sul libro

Ci sono Autori e Autrici che la Rubrica online “Piazza Navona” ospita da anni e con i quali, nel tempo, sono nate collaborazioni, incursioni e contaminazioni letterarie, amicizie legate ancor di più dall’amore comune per i libri e la lotta alla condivisione culturale. Alessia Pizzi è tra queste Autrici. Potessa, filologa classica, consulente di digital marketing, giurata del Premio Letterario Nazionale “EquiLibri” e ideatrice del progetto culturale Poetesse: Donne Da Ricordare.

Pizzi è decisamente un vulcano di parole, cultura e idee. Ciò che è più bello, però, è che ama condividere quanto sa poiché lì risiede tutta la sua passione e linfa vitale. Questo lo dimostrano anche le sue precedenti opere quali Qualcuno si ricorderà di noi (Fusibilialibri, 2020) e Poesie sul tavolo (Edizioni Progetto Cultura, 2023). Teatro e poesia, ovvero un dialogo tra Erinna, Anite, Nosside e Saffo alla scoperta della modernità e di Google e una raccolta poetica in cui Pizzi inizia a intraprendere un intenso dialogo e una profonda analisi del suo io più profondo.

Eretica Edizioni

La poesia non può ferirmi – edito da Eretica Edizioni e inserito nella collana “Quaderni di poesia” – è un ulteriore passo avanti nella maturità poetica (e anche personale) della poetessa. Già il titolo è una presa di coscienza. Un proclama imprescindibile, un’affermazione che chiarisce la posizione di Pizzi, forse più verso se stessa che non nei riguardi dell’Altro, ancor prima di iniziare a leggere le sue poesie. Probabilmente è anche per questo che la raccolta poetica si apre con la poesia dedicata a Giulia Cecchettin, la ragazza vittima di femminicidio per mano del suo ex fidanzato Filippo Turetta la notte tra l’11 e il 12 novembre 2023.

In questa raccolta poetica Pizzi, attraverso se stessa e il suo sentire, crea un ponte tra ieri e oggi, tra passato e contemporaneità. Nei suoi versi compaiono schegge di storia, letteratura classica, poesia e tragedia antiche e moderne mescolate al mito: Medea, Dafne, Saffo, Narciso, Omero, Giulia Cecchettin e Wisława Szymborska. La storia, appunto. La poetessa romana con forza e determinazione scava il suo percorso – poetico, personale e umano – in questa grande tela che, al contrario della paziente Penelope, non viene disfatta ma diviene sempre più elaborata e impreziosita da complessi ricami e colori intensi. E questo è reso possibile non soltanto grazie al talento e allo stile poetico di Pizzi, ma anche a quella sua allegra e, a volte, bonariamente sfacciata sincerità che la poetessa ha nella vita e nelle parole. È cresciuta Alessia Pizzi. I suoi versi lo dimostrano. Amore e chiedersi come saper amare, solitudine, desiderio, malinconia, nostalgia, felicità, tristezza e incertezza sul futuro. Anche di questo sono fatti i suoi versi, spogli ma essenziali. A tratti crudeli per la loro altrettanta nuda sincerità.

Alessia Pizzi, “La poesia non può ferirmi” (Eretica Edizioni, 2026)

Provare ad essere come gli altri
e fallire miseramente, che senso ha?
La mia vita è un buco nel mare
dunque invisibile:
nessuno conosce la mia voglia
di non vivere.
Ma diranno di me:
era tanto una brava ragazza
piangendo lacrime sciape
e ricordando dolcemente
quanto in vita avevano biasimato.

Ed è stata estremamente coraggiosa: ci vuol coraggio a guardarsi dentro e ancor di più a donare la propria sensibilità agli altri, soprattutto al Lettore. Un’entità astratta che rappresenta uno, nessuno e centomila. La poetessa è lì, pronta a donarsi e a lasciarsi andare forte e fragile della sua stessa “arma”: la parola. È straordinariamente consapevole che, nonostante tutto e tutti, come la più fedele delle amiche, come un’altra se stessa o come qualcosa che ha già scavato abbastanza. Poco importa, certo è che la poesia non può ferirmi. Da qui la nuova essenza poetica di Alessia Pizzi.

Alessia Pizzi, “La poesia non può ferirmi” (Eretica Edizioni, 2026)

(…) Sono fogli di vita
che non strappo:
sono fogli scritti
da me, mentre tu
sceglievi il foglio bianco.
Quanto pesa
sul cuore
la carta.

Incontro con l’Autrice

La poetessa, scrittrice e giornalista Alessia Pizzi (Per gentile concessione di Alessia Pizzi)

Come è nato il progetto editoriale di La poesia non può ferirmi?

È un libro nato dopo anni di profondi cambiamenti personali. È stato un tempo di grandi sconvolgimenti emotivi, ma anche di consapevolezza. Ho capito che, ogni volta che mi sembrava di toccare il fondo, la poesia riusciva a restituirmi uno spazio di respiro. Non cancella il dolore, ma lo rende osservabile. Viviamo in un’epoca in cui siamo continuamente chiamati a performare, a raccontare una versione perfetta di noi stessi. La poesia, invece, mi sembra uno degli ultimi luoghi della contemplazione: uno spazio in cui il dolore può essere accolto, attraversato e infine trasformato.

Quale significato assume la scelta del titolo della sua opera?

Il titolo è arrivato quasi da solo, mentre prendevo coscienza del ruolo che la poesia ha nella mia vita.

La poesia non può ferirmi non significa che la poesia sia innocua, ma che è il luogo in cui le ferite smettono di essere soltanto ferite e diventano linguaggio. In un mondo in cui tutto può colpirci, la poesia rappresenta il mio rifugio e il mio modo di elaborare ciò che vivo.

Perché ha scelto di dedicare la sua raccolta poetica a Giulia Cecchettin?

Alessia Pizzi, “La poesia non può ferirmi” (Eretica Edizioni, 2026)

La poesia Giulia è stata scritta nei giorni successivi al femminicidio di Giulia Cecchettin. Quando ho definito l’identità della raccolta ho capito che quella poesia doveva aprire il libro e che l’intera silloge doveva esserle dedicata. Il titolo della raccolta acquista così un significato ancora più profondo: la poesia non può impedire la violenza, ma può impedirle di avere l’ultima parola. Può custodire la memoria, trasformare il dolore in coscienza e ricordarci che ogni storia continua a interrogarci.

A differenza delle sue precedenti opere (Qualcuno si ricorderà di noi e Poesie sul tavolo) ne La poesia non può riferirmi dedica spazio a se stessa, alla sua intimità e al suo sentire. Da cosa derivano questa scelta e questa necessità?

Nasce da un bisogno di liberazione. Sentivo la necessità di abitare fino in fondo la mia esperienza personale, lasciando andare ciò che era rimasto in sospeso. Scrivere questo libro ha significato fare spazio.

Anche ne La poesia non può ferirmi, però, non mancano i riferimenti alla letteratura classica e alle grandi donne della poesia (Szymborska, Candiani)  e figure che da anni sono oggetto dei suoi studi: Medea, Saffo, Dafne, Narciso… Qual è il legame che la unisce a tutto questo?

Alessia Pizzi, “La poesia non può ferirmi” (Eretica Edizioni, 2026)

Le poetesse sono la mia quotidianità. Attraverso Poetessedonne.it studio le autrici del passato e mi occupo di censire le poetesse contemporanee, ancora troppo poco presenti nelle antologie scolastiche. I classici, invece, fanno parte della mia formazione e della mia vita. Non li considero semplici riferimenti culturali: sono compagni di viaggio. Continuano a offrirci strumenti per comprendere il presente, perché parlano di emozioni che attraversano ogni epoca.

Qual è stata la difficoltà maggiore nella fase di ideazione e di scrittura della sua opera?

L’editing. Le poesie nascono quasi sempre in modo istintivo, spesso in pochi minuti. Successivamente arriva un lavoro molto rigoroso sul linguaggio, sul ritmo e sulle immagini. Cerco di conservare l’autenticità dell’atto creativo senza rinunciare alla precisione della scrittura. Per me spontaneità e cura stilistica non sono in contrasto: sono due momenti dello stesso processo.

Quali sono i suoi versi che si sono rivelati più complessi e/o più naturali da tradurre su carta?

In realtà nessuno. Quando scrivo entro in uno stato quasi automatico: le poesie arrivano senza essere pianificate, come se stessi trascrivendo qualcosa che esiste già. La parte difficile viene dopo. Quando torno sui testi per rileggerli, spesso mi sorprendo perché non ricordo nemmeno di averli scritti. È come incontrare una versione di me che aveva trovato parole che la coscienza non possedeva ancora.

Alessia Pizzi, “La poesia non può ferirmi” (Eretica Edizioni, 2026)

La poesia non può ferirmi ha tutti i tratti di una raccolta poetica nata della maturità, nata da un profondo ascolto di se stessa e di una solida presa di coscienza. Cosa rappresenta per lei la pubblicazione e la realizzazione di questa opera poetica?

Rappresenta il libro che desideravo pubblicare esattamente così. Ho scelto Eretica Edizioni perché sentivo che questa collana e questa veste grafica fossero la casa giusta per queste poesie. La copertina rossa mi ha colpita fin dal primo momento: richiama la vitalità del sangue, ma anche la possibilità che una ferita diventi segno, memoria e trasformazione.

Cosa le ha insegnato e/o regalato la stesura di La poesia non può ferirmi?

Mi ha insegnato che si può attraversare il dolore senza rimanerne prigionieri. Oggi il titolo del libro è diventato quasi un mantra personale. Mi ricorda che ciò che mi ferisce può anche essere trasformato in parola e che la scrittura è, prima di tutto, una forma di libertà.

Alessia Pizzi, “La poesia non può ferirmi” (Eretica Edizioni, 2026)

Secondo lei, quale potere ha la poesia?

Credo che la poesia sia uno degli ultimi luoghi della semplicità autentica. Può sembrare un paradosso, perché spesso viene percepita come un linguaggio difficile o elitario. In realtà la grande poesia riesce a dire cose essenziali con pochissime parole. Saffo scriveva: «La cosa più bella è quella che si ama». Cosa c’è di più semplice?

Quali sono i suoi prossimi impegni e progetti editoriali?

Nei prossimi mesi presenterò La poesia non può ferirmi in alcune librerie di Roma. Parallelamente continuerò a sviluppare l’Osservatorio della poesia femminile contemporanea di Poetessedonne.it, un progetto nato per mappare e documentare la produzione poetica femminile contemporanea attraverso i dati, contribuendo a dare visibilità a una realtà ancora marginalizzata nei percorsi scolastici e nella critica. E poi continuerò a scrivere. Negli ultimi anni la poesia mi ha accompagnata con un’intensità sorprendente e ci sono già nuovi progetti che attendono il momento giusto per diventare libri.

 

 

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