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Letto per voi… “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” di Aldo Dalla Vecchia

La Rubrica online “Piazza Navona” ha il piacere di proporvi la lettura del saggio “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” di Aldo Dalla Vecchia (Graphe.it Edizioni). Un breve ma intenso viaggio alla scoperta del fotoromanzo: un’invenzione e una storia tutte italiane. E non perdete l'”Incontro con l’Autore”!

La trama

Aldo Dalla Vecchia, “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” (Graphe.it Edizioni, 2021)

Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo è un concentrato ma preciso saggio di Aldo Dalla Vecchia in cui si ripercorre la storia, si segue l’evoluzione e si incontrano i protagonisti di questo “racconto per immagini” nato in Italia che, dal Dopoguerra, ha appassionato (e appassiona) i lettori e le lettrici di tutte le età. Grand Hôtel, Bolero, Sogno sono solo alcuni esempi di fotoromanzo che hanno fatto la storia di questo genere narrativo che, nella sua epoca d’oro (gli anni Cinquanta) ha incontrato anche il grande cinema e i suoi divi dell’epoca. Con l’arrivo del nuovo Millennio e la rapida diffusione di internet si registra in una battuta d’arresto nella pubblicazione e diffusione del fotoromanzo che, però, come la Fenice dalle sua ceneri, sta ritrovando nuova linfa e nuova vita tornando ad affacciarsi nel magico mondo delle edicole (ri)conquistando così il pubblico affezionato e anche quello dei giovanissimi.

Sul libro

Nel giugno 2021 la Casa Editrice perugina Graphe.it pubblica nella sua Collana “Parva” (dedicata alla saggistica breve) il volume Trionfo d‘amore. Breve storia del fotoromanzo scritto dal giornalista e autore televisivo vicentino Aldo Dalla Vecchia.

Graphe.it Edizioni

Si tratta davvero di un piccolo grande gioiello la cui lettura conquisterà non solo gli appassionati e nostalgici del fotoromanzo ma anche chi ama e segue ogni aspetto della cultura popolare (intendendo con questa espressione il suo senso più elevato) italiana. Infatti, è bene ricordare e sottolineare sin da subito questo fatto: il fotoromanzo è un’invenzione e, se vogliamo, uno stile narrativo e anche letterario interamente italiani. Tanto da avere ben tre genetliaci a commemorarlo. Eppure la data di “riferimento” ufficiale resta il 26 luglio 1946 quando nelle edicole arriva il primo numero di Grand Hôtel dove però, invece delle foto compaiono dei fumetti (le fotografie verranno inserite in secondo momento). Il successo è fenomenale così anche altri editori iniziano a preparare le concorrenza: 8 maggio 1947 viene pubblicato il primo numero di Sogno dove compare una giovanissima e ancora sconosciuta Gina Lollobrigida con lo pseudonimo di Giana Loris; mentre il 25 maggio 1947 la Mondadori pubblica il primo numero di Bolero. Il resto è pura leggenda. Attori del cinema, del varietà, dello spettacolo hanno preso parte ai fotoromanzi permettendo, in un certo senso, al pubblico anche di acculturarsi e di seguire i propri beniamini e con una spesa irrisoria per l’epoca.

Aldo Dalla Vecchia, “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” (Graphe.it Edizioni, 2021) e un numero di “Bolero Film” (anno III, n.135, 18 dicembre 1949) – Collezione privata di Chiara Ricci

Così, il fotoromanzo con il passare degli anni acquista sempre più fiducia nei lettori e negli editori che cercano sempre formule nuove, attrattive per il pubblico a livello narrativo, fotografico, di immagine, sino all’inserimento di gadget nei vari numeri e di attrattive tali da incuriosire il lettore e il fruitore.

Inoltre, non va nemmeno dimenticato che il fotoromanzo con le sue storie a puntate è da considerarsi degno e orgoglioso figlio del feuilleton francese. E anche questo aspetto ha permesso che si creasse nel pubblico quella fidelizzazione che ha accompagnato il fotoromanzo per decenni fino a portarlo alle più alte vette del successo assieme alle proprie “scuderie” di attori: dalla già citata Giana Loris a Franco Gasparri, da Claudia Rivelli a Massimo Ciavarro, da Michela Roc a Luciano Francioli, solo per citarne alcuni.

Aldo Dalla Vecchia, “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” (Graphe.it Edizioni, 2021)

Ed è tutto questo che Aldo Dalla Vecchia racconta in Trionfo d’amore con il suo contagioso entusiasmo e la passione che lo animano. Attraverso la sua scrittura puntuale, precisa, pulita e il suo meticoloso e attento lavora di ricerca trasmette al Lettore la curiosità di un mondo e di un genere di lettura (e letterario) per certi versi lontano dalla nostra quotidianità. Con Trionfo d’amore Aldo Dalla Vecchia ci permette di fermarci un attimo e di riflettere: cosa ci siamo persi (anche per motivi anagrafici) e cosa oggi possiamo recuperare grazie anche alla sfida di Sprea Editori che ripropone in edicola i fotoromanzi che hanno fatto epoca.

Quindi, non si può far altro che ringraziare l’Autore di questo breve ma intenso volume carico di notizie e curiosità permettendoci di vedere la nostra Storia e il nostro Paese da una diversa prospettiva… geniale e tutta italiana!

Incontro con l’Autore

Lo scrittore, giornalista e autore televisivo Aldo Dalla Vecchia (Per gentile concessione di Aldo Dalla Vecchia)

Comè nato il progetto editoriale di Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo pubblicato da Graphe.it?

Trionfo d’amore è nato, come tutti i miei libri precedenti, dalla passione. Quand’ero bambino, a metà degli anni Settanta, ho imparato a leggere con i fotoromanzi e i fumetti, che da qualche snob vengono considerati una lettura di serie B, e invece, per moltissimo tempo, hanno insegnato a milioni di persone l’italiano, oltre ad aver fatto sognare generazioni di persone.

Dall’idea alla pubblicazione del libro: comè stata la fase di lavorazione, ricerca e stesura?

L’idea è nata all’inizio dell’estate 2020, e da quel momento mi sono messo a cercare saggi sul fotoromanzo (ne esistono pochissimi), e a recuperare su siti come eBay fotoromanzi vintage, per arricchire la mia collezione. Inoltre mi sono rivisto film che citano il fotoromanzo, da Riso amaro di Giuseppe De SantisLo sceicco bianco di Federico Fellini. Mi sono molto divertito a raccogliere, preparare e studiare il materiale per il libro e poi a scriverlo, perché volevo rendere omaggio a un genere ancora oggi ingiustamente sottovalutato, e che io invece amo moltissimo.

Aldo Dalla Vecchia, “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” (Graphe.it Edizioni, 2021) e due numeri di “Grand Hôtel” ( anno
XI. n. 546, 8 dicembre 1956 e anno XXV, n. 1252, 18 giugno 1970) – Collezione privata di Chiara Ricci

Secondo lei, qual è oggi l’eredità del fotoromanzo? E potrà un giorno tornare ad avere il medesimo successo del passato?

Oggi l’eredità del fotoromanzo sono le tante fiction televisive che spesso ripropongono gli stilemi del fotoromanzo. Un successo come quello del passato è irripetibile, ma è innegabile e incredibile che, nell’era di Internet, i fotoromanzi siano tornati felicemente in edicola.

I nuovi linguaggi e le nuove tecnologie quali cambiamenti hanno apportato nello stile, nell’impostazione grafica e narrativa nonché nella fruizione stessa del fotoromanzo?

Quando nacque grazie ai tre “padri fondatori”Grand Hôtel, Sogno, Bolero, nel secondo dopoguerra mondiale, il fotoromanzo era naturalmente molto più naïf nella forma e nel contenuto. A partire dagli anni Sessanta, la casa editrice Lancio lo ha svecchiato e rivoluzionato, rendendolo molto più moderno come linguaggio, fotografia, grafica, e facendolo diventare un fenomeno editoriale che negli anni Settanta vendeva fino a otto milioni di copie al mese. Nel terzo millennio il fotoromanzo ha continuato a resistere su testate come Grand Hôtel e Cioè, con storie ancora più attuali, e attori che poi sarebbero diventati divi del cinema come Micaela Ramazzotti e Riccardo Scamarcio. Oggi i fotoromanzi che leggiamo sono modernissimi, fotografati benissimo, con un linguaggio e una grafica molto accattivanti e attuali.

Aldo Dalla Vecchia, “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” (Graphe.it Edizioni, 2021)

In che modo è cambiata nel tempo la percezione dei divi e dei beniamini del fotoromanzo da parte del pubblico?

Le prime dive sono state, all’alba della nascita del fotoromanzo, Gina Lollobrigida, con il nome d’arte di Giana Loris, e Sofia Scicolone, non ancora Sophia Loren, che per i fotoromanzi venne ribattezzata Sofia Lazzaro, perché dicevano che la sua bellezza facesse resuscitare i morti. La più grande fabbrica di divi del genere fotoromanzo è stata però la casa editrice Lancio, che ha creato Michela Roc, Claudia Rivelli, Paola Pitti, Katiuscia, Franco Gasparri, e decine di altre stelle di carta. Invece le case editrici concorrenti facevano interpretare i fotoromanzi a personaggi già famosi della televisione, della musica e dello spettacolo, come Orietta Berti, Patty Pravo, Mike Bongiorno, e più di recente i protagonisti del Grande Fratello… Diciamo che, da questo punto di vista, anche il fotoromanzo si è adattato ai tempi in cui viviamo.

In qualità di giornalista e scrittore: che cosa pensa dell’iniziativa della riedizione dei fotoromanzi di Sogno da parte della Sprea Editori?

Lo scrittore, giornalista e autore televisivo Aldo Dalla Vecchia (Per gentile concessione di Aldo Dalla Vecchia)

È un’iniziativa molto bella e coraggiosa quella di Sprea Editori di riproporre i mitici fotoromanzi della Lancio. Il primo a essere riproposto, un anno fa, è stato il settimanale Sogno; poi, visto il successo, si sono aggiunte altre testate storiche come Kolossal, Le avventure di Jacques Douglas, Le avventure di Lucky Martin, per la gioia di lettori vecchi e nuovi. Io personalmente non mi perdo un’uscita, perché sono edizioni molto curate.

Nel 1996, per il programma Target di Canale 5, ha realizzato uno speciale interamente dedicato al fotoromanzo. Può raccontarci qualcosa di più di questo progetto?

Si tratta di uno speciale che risale a tanto tempo fa, in occasione del mezzo secolo del fotoromanzo. Per l’occasione andai sul set della mitica casa editrice di fotoromanzi Lancio, dove potei intervistare alcune delle star di quando ero bambino, una su tutte Michela Roc.

Aldo Dalla Vecchia, “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” (Graphe.it Edizioni, 2021)

Se dovesse descrivere e spiegare che cos’è un fotoromanzo ai giovanissimi lettori, quali parole userebbe?

Direi che si tratta di storie raccontate per immagini, con l’ausilio di dialoghi come quelli dei fumetti.

Da lettore e appassionato: qual è e qual era l’emozione di leggere un fotoromanzo?

Io ancora oggi amo leggere i libri e i giornali su carta. I fotoromanzi hanno il valore aggiunto di essere storie raccontate per immagini, con il supporto di dialoghi e vignette, mettendo insieme in questo modo la fotografia e il fumetto, due forme d’arte a me molto care.

Aldo Dalla Vecchia, “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” (Graphe.it Edizioni, 2021) e due numeri di “Grand Hôtel” – anno XI. n. 546, 8 dicembre 1956 e anno XXV, n. 1252, 18 giugno 1970 (Collezione privata di Chiara Ricci)

Se posso chiedere: qual è il suo fotoromanzo preferito? E perché?

Uno dei miei fotoromanzi preferiti s’intitola Cucciolo, è interpretato da Michela Roc e Robert Gligorov, e parla dell’amore tra una donna matura e un ragazzo molto più giovane. Lo lessi quand’ero piccolo, e mi colpì profondamente per la delicatezza con cui veniva trattato l’argomento e per la bellissima interpretazione di Michela Roc, la mia attrice di fotoromanzi preferita.

Quali sono gli autori e le opere che hanno influenzato il suo essere lettore, giornalista e scrittore?

Il mio autore preferito, da sempre, è Georges Simenon, al quale nella mia casa di Milano ho dedicato due intere librerie: una con tutti i volumi della serie di Maigret, l’altra con i tanti romanzi della sua copiosissima produzione. Per me, Simenon è in assoluto lo scrittore più bravo del mondo, e nessuno potrà mai superarlo.

Aldo Dalla Vecchia, “Trionfo d’amore. Breve storia del fotoromanzo” (Graphe.it Edizioni, 2021)

Tra gli altri miei prediletti ci sono Alberto Arbasino, Aldo Busi, Dino Buzzati, Colette, Pier Paolo Pasolini, Pier Vittorio Tondelli, e tra i giornalisti Natalia Aspesi, Camilla Cederna, Oriana Fallaci.

Quali sono i suoi prossimi impegni editoriali e professionali?

Sto preparando un nuovo programma televisivo, e sto già scrivendo il prossimo libro, che uscirà in autunno ed è dedicato a un autentico numero uno della televisione.

 

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