La Rubrica online “Piazza Navona” vi presenta Cartoons, il nuovo album di Francesco Cusa & The Assassins. Sei iconiche sigle di cartoni animati anni Ottanta rilette, trasformate e riarrangiate in chiave jazz. Come? Per scoprirlo, non perdete l’Incontro d’Arte con Francesco Cusa.

Ci sono Autori e Artisti che ormai sono non ospiti abituali della piazza virtuale della Rubrica online “Piazza Navona” ma anche delle affettuose presenze. Francesco Cusa è decisamente tra queste. La scorsa settimana vi abbiamo presentato Rime sboccate (Aurea Nox) la sua ultima raccolta in versi lasciandovi con una promessa e una sorpresa. E noi della Rubrica online “Piazza Navona”, anche se a volte ci impieghiamo un pochino, teniamo a mantenere fede alla parola data. Così, oggi siamo felice di completare questa doppietta dedicata a Francesco Cusa e di presentarvi il suo ultimo album dal titolo Cartoons. Cosa accade quando alcune delle sigle più iconiche e indimenticabili dei cartoni animati anni Ottanta incontrano il jazz? In un due sole parole: pura magia.
Siamo chiari sin da subito: non potete assolutamente perdervi questo cd che potrete trovare in tutti gli store online o direttamente dal sito del musicista catanese cliccando su questo link:
FRANCESCO CUSA and THE ASSASSINS “PLAYS CARTOONS” | Francesco Cusa

Cartoons è una vera gemma. Candy, Candy, Che campioni Holly e Benji, Kiiss Me Licia, L’incorreggibile Lupin, Lady Oscar e Pollon Combinaguai sono le sei tracce che animano questo album di una raffinatezza unica. Francesco Cusa compie una sperimentazione e un’operazione musicale perfettamente riuscite. Il musicista prende delle sigle di cartoni animati che non solo coloro che sono stati ragazzini negli Ottanta hanno amato e conoscono. Chi non ha mai canticchiato almeno una volta il ritornello di Lady Oscar? Qui si va ben oltre il concetto di tempo e generazione. Queste sigle sono parte del patrimonio popolare e commerciale (nel senso più nobile dei termini) della nostra cultura. Cusa ha il merito di aver preso queste musiche popolari e di ampia diffusione e di dar loro nuova vita, nuovo lustro attraverso una evoluzione senza pari. Il concetto pop senza alcuna forzatura si eleva naturalmente alla raffinatezza, alla classe e allo stile del jazz.

Cusa e The Assassins hanno realizzato questo album in tempi record eppure nel loro lavoro traspare una tale calma e una tale bellezza da annullare qualsiasi percezione temporale. I brani che sono stati scelti per Cartoons (e speriamo sin da ora che si registri presto un secondo album) sono cresciuti proprio come coloro che li hanno ripresi, destrutturati – pur senza mai perderne l’originalità e l’intenzione – ricostruiti e riarrangiati. È come se Candy, Candy, Che campioni Holly e Benji, Kiss Me Licia, L’incorreggibile Lupin, Lady Oscar e Pollon Combinaguai fossero cresciuti, diventati adulti e abbiano necessità, bisogno di dire altro, di raccontare altro di sé.
Francesco Cusa ha compiuto questo miracolo musicale. Rimarrete incantati ad ascoltare Lady Oscar, Candy Candy in chiave jazz. Cartoons racchiude una incredibile magia: ci offre un’ulteriore consapevolezza di essere cresciuti ma, allo stesso tempo, carezza il nostro bambino interiore che è sempre pronto a scatenarsi e a lasciarsi abbracciare dai momenti belli che gli appartengono. La batteria di Francesco Cusa, il sax tenore di Giovanni Benvenuti, la chitarra elettrica di Domenico Caliri, le tastiere di Tonino Miano, il basso elettrico, il contrabbasso e l’elettronica di Riccardo Grosso e Ferdinando Romano ci regalano quasi quarantatré minuti di sollievo e ri-generazione.

Cartoons è speciale anche perché la versione fisica è stata realizzata in tiratura limitata di cento copie ed è impreziosita dalle illustrazioni, dal tratto e dai colori della bravissima Claudia Scavone.
Questo album è un inno all’evoluzione, ai cambiamenti, alla trasformazione, alla rinascita da una nuova forma… questa è una magia che solo la sapiente arte intesa come puro artigianato e instancabile lavoro sulla materia da plasmare e ri-creare sanno fare. Solo così, passato e presente trovano il loro ideale e costruttivo punto d’incontro e si proiettano fiduciosi verso il futuro.
Incontro d’Arte con Francesco Cusa
Da dove arriva l’idea (geniale!) dell’album Cartoons?

Da tempo avrei voluto arrangiare alcune delle musiche che hanno costellato la nostra adolescenza, in questo caso, la mia adolescenza. Questa idea mi ronzava in testa da un po’ fino a quando ho deciso di metterla su carta e di provare a scrivere degli arrangiamenti e ho trovato l’organico giusto per realizzarlo. I pezzi erano tanti e io ne ho scelti sei, ma la scelta sarebbe potuta tranquillamente ricadere sugli altri perché questi cartoni animati hanno fatto parte del nostro immaginario, lo hanno forgiato, certamente influenzato. Oggi sono me stesso anche grazie a tutte queste esperienze.
Come è nata la collaborazione professionale e musicale con The Assassins?
The Assassins è un progetto che ormai esiste da tanti anni e che ha visto moltissimi musicisti cambiare durante l’arco di questa mia esperienza. È un progetto che è nato dopo la fine di un altro mio progetto con cui ho fatto tantissime cose, che era Francesco Cusa Skrunch e anche lì sono passati tantissimi musicisti. Anche questa di The Assassins è diventata una sorta di avventura con musicisti che si sono susseguiti nel tempo, Luca Dell’Anna, Flavio Zanottini, Valeria Sturba e tantissimi altri. Quindi l’esperienza con The Assassins è stata continuativa del mio percorso di scrittura e di concerti su un certo tipo di musiche che volevo caratterizzare con questo tipo di sonorità che è cambiata, devo dire, negli anni. Si è andati dall’organo Hammond all’inizio, si è continuato con le tastiere e strumenti a fiato poi si è tornati a una versione quasi più stramba, fino ad arrivare a questo esperimento direttamente in studio con sei elementi.

Come hai scelto le sigle dei cartoni animati da riproporre, reinterpretare e cui dare nuova vita?
I pezzi erano talmente tanti che, a un certo punto, ho fatto un tiro a sorte e sono usciti fuori questi sei.
Pollon Combinaguai, Lady Oscar, Candy Candy, Kiss Me Licia… queste sono solo alcune delle tracce di “Cartoons”. In che modo è stato possibile scomporre, ricomporre, sperimentare con il jazz, l’improvvisazione, l’elettronica brani così ever green e così splendidamente popolari per tutti i bambini, di ieri e di oggi?
Effettivamente non era affatto facile riuscire, e io spero di esserci riuscito, a mantenere lo stesso spirito dei pezzi pur stravolgendoli in qualche modo e mantenendo sempre il leit motiv. Cercare questo equilibrio tra la struttura e l’evoluzione dei pezzi è stata, forse, la parte più ardua di questa – che potrei definire – impresa.
Ascoltando Cartoons si sente il divertimento sonoro e di composizione: dall’idea alla produzione musicale come si arriva a un risultato così raffinato, pulito e assolutamente innovativo?

Posso rivelarti la verità. Non ci crederai ma abbiamo approfittato del fatto che alcuni musicisti erano in Sicilia per un altro concerto, ci siamo visti, abbiamo fatto un giorno di prove e abbiamo registrato tutto in mezza giornata. Sembra incredibile ma è così. Io stesso sono rimasto molto colpito. Devo dire che negli anni di esperienza mi è consentito di organizzare il lavoro a tranche e in questo modo siamo riusciti a fare quello che probabilmente non saremmo riusciti a fare se avessimo suonato tutto quanto in una volta.
È soddisfatto del risultato sonoro, armonico e musicale realizzato e ottenuto con Cartoons?
Sì, sono soddisfattissimo e ciò lo devo alla bravura dei musicisti che hanno collaborato a questo progetto: Tonino Miano, Riccardo Grosso, Ferdinando Romano, Giovanni Benvenuti e Domenico Caliri.
Dopo Rime sboccate, Claudia Scavone crea le illustrazioni contenute in questo album. Dalla parola alla musica, in che modo avete impostato e realizzato questa nuova collaborazione?

Con Claudia ormai c’è un vero e proprio sodalizio che abbraccia tantissimi lavori. Per Cartoons si è occupata delle illustrazioni: sono veri e propri quadri che lei ha fatto e che sono diventati le illustrazioni del disco. Peraltro, nel disco fisico sono presenti tutti una serie di altri aspetti che chiaramente nel digitale non ci sono e ci sono altre immagini che il digipak, in quattro ante, riporta. Per quanto oggi i cd non si vendono più, chi volesse, con il cd in tiratura limitata può approfittarne.
Quali sono stati i tempi compositivi per la creazione e la registrazione dei brani contenuti in Cartoons?
Avrò impiegato qualche mese, due o tre mesi per stilare tutti gli arrangiamenti e scriverli.
È corretto affermare che Cartoons dando nuova vita a brani della nostra infanzia, è la rappresentazione fisica e sonora di un’evoluzione non solo musicale ma anche personale e dei nostri tempi?

Assolutamente sì. Il tentativo è quello di far rivivere queste musiche e il processo “eterno” del jazz, della riscrittura di canzoni per renderle territorio per poi improvvisare. È il tentativo di una riscrittura e di una reinterpretazione, una reinvenzione dei materiali melodici e ritmici di queste canzoni.
Una domanda crudele: qual è la sua sigla dei cartoni animati preferita? E perché? E ancora, è previsto Cartoons volume due?
In realtà, una delle mie preferite era Capitan Harlock. Ovviamente perché c’è tutto l’immaginario ancora più misterioso e fascinoso di Capitan Harlock. Effettivamente potrebbe essere da rivedere per una futura edizione di Cartoons 2. Al momento non è prevista ma non è detto che non possa pensarci.






