Letto per voi… “Il primo voto di Matilde” di Fulvia Degl’Innocenti

La Rubrica online “Piazza Navona” vi presenta “Il primo voto di Matilde” di Fulvia Degl’Innocenti (Settenove). Un libro per ragazzi – e non solo – che, a 75 anni dal referendum del 2 giugno 1946, racconta una pagina importante della nostra Storia e delle donne italiane. Non perdete l'”Incontro con l’Autrice”!

La trama

Fulvia Degl’Innocenti, “Il primo voto di Matilde” (Settenove, 2021)

Dopo il 25 aprile 1945 l’Italia è ormai finalmente libera. Il Fascismo è caduto e con esso anche il Paese che è tutto da ricostruire e da rigovernare. Eppure, nonostante i lutti, la fame, le tragedie, la miseria gli Italiani sono pronti a partire. Sono pronti a scegliere. A ricominciare. Ed è in questa atmosfera di rinascita che nella campagna toscana vive, cresce e si muove la giovane Matilde. Ha solo vent’anni ma è già grande. La guerra l’ha fatta crescere presto, la vita le ha insegnato in fretta il senso di responsabilità. È curiosa, affamata di sapere ma ha dovuto abbandonare lo studio per aiutare la famiglia ma è sempre pronta a imparare dai libri della sorella minore e non si lascerà sfuggire la possibilità di recuperare gli anni scolastici andati perduti. È una ragazza che pensa, Matilde. E vuole fare la sua parte per far ripartire il Paese: vuole votare. Purtroppo, a causa della sua età, non può ancora partecipare alle elezioni del 10 marzo 1946 per eleggere i rappresentanti dell’Assemblea Costituente. Questa è la prima volta che le donne in Italia sono chiamate alle urne. Matilde è impaziente ma la sua occasione non tarda ad arrivare. È il 2 giugno 1946 e l’Italia ha un’importante decisione da prendere: monarchia o repubblica? E Matilde esprimerà la sua preferenza emozionata, felice, entusiasta, elettrizzata, orgogliosa… di essere italiana. Di essere donna. Di essere libera.

Sul libro

Nel maggio 2021 la Casa Editrice Settenove pubblica nella Collana “Narrativa” l’ultimo libro per ragazzi (dai dodici anni in su) di Fulvia Degl’Innocenti dal titolo Il primo voto di Matilde.

Settenove

Sono trascorsi esattamente 75 anni da quando in Italia è stato concesso alle donne di votare e di esprimere la propria preferenza politica alle urne. Infatti, il 10 marzo 1946 tutti gli uomini e le donne che abbiano compiuto il venticinquesimo anni di età possono recarsi ai seggi per le prime elezioni amministrazioni dopo la caduta Fascismo ed eleggere i Deputati all’Assemblea Costituente incaricata di redigere la Costituzione. Tra gli eletti vi sono: Leonilde (Nilde) Iotti, Sandro Pertini, Luigi Einaudi, Piero Calamandrei, Alcide De Gasperi, Aldo Moro, Teresa Mattei, Giuseppe Saragat…

Si dovrà aspettare il 2 giugno 1946, però, per vedere un totale coinvolgimento delle donne al voto. In questa occasione, infatti, potranno votare tutti i cittadini che abbiano compiuto la maggiore età, ovvero per l’epoca, i ventuno anni.

Fulvia Degl’Innocenti, “Il primo voto di Matilde” (Settenove, 2021)

L’Italia e gli italiani sono in pieno fermento. Hanno voglia di fare, di ricostruire il proprio Paese e le loro vite, vogliono dimenticare quanto più in fretta possibile le brutture, le violenze, la dittatura, la fame della guerra e del Fascismo ormai caduto. Devono scegliere: monarchia o repubblica? Quale forma di governo vogliono gli italiani per preservare la propria identità e libertà di popolo? Il dado è tratto! E Repubblica sia!

Ma una giovane ragazza della compagna toscana come può vivere tutti questi stravolgimenti emotivi, politici e sociali? A raccontarlo è l’abile penna di Fulvia Degl’Innocenti che attraverso Il primo voto di Matilde traccia, anche grazie alle bellissime illustrazioni dal tratto sicuro, fiero e deciso di Gioia Marchegiani che impreziosiscono il libro, un ritratto assai attento, dettagliato e fedele degli stati d’animo non solo di un Paese ormai disfatto, alla ricerca e alla riconquista della propria identità ma anche di una giovane donna che si sta affacciando alla vita, mai sazia di porre e porsi domande, di sapere, di pensare, di scoprire e capire la res publica ovvero la cosa pubblica in cui – poter e volere – credere. Matilde è una ragazza del secondo dopoguerra che desidera non solo il giusto riscatto per sé, per i suoi affetti più cari e per il proprio Paese ma anche la propria autodeterminazione, autoaffermazione e autorealizzazione. È una giovane donna che non desidera dipendere da niente e da nessuno, che vuole costruire i propri principi e i propri ideali su cui crescere e fondare la propria famiglia che non sente come obbligo verso la società e la necessità di “autoconservazione” ma come puro e semplice atto d’amore.

Illustrazione di Gioia Marchegiani per “Il primo voto di Matilde” di Fulvia Degl’Innocenti (Settenove, 2021)

In un certo senso, Matilde è una giovane rivoluzionaria per l’epoca e anche per la nostra epoca. Settantacinque anni sono trascorsi dal 1946 eppure si ha ancora tanto bisogno di donne come Matilde, Nilde, Tina, Teresa…

E sono anche qui la bravura e il merito dell’Autrice: nel far intendere ai suo Lettori (non solo i giovanissimi) che la Storia non si è conclusa, che le lotte e le vittorie non sono ancora terminate e non sono definitive, che si deve credere in qualcuno, e soprattutto, in qualcosa senza mai dipendere dall’uno né dall’altro facendone il proprio “compagno di viaggio” e sostegno nei momenti di sconforto.

Ma non solo. Fulvia Degl’Innocenti, infatti, attraverso la sua scrittura limpida, pulita, agevole, entusiasta e misurata crea non solo il ritratto fedele di una società passata ma anche di quella attuale. Ed è in questo contesto che dalla macrostoria – ovvero l’Italia della dopoguerra e del voto alle donne nel referendum del 2 giugno 1946 – si passa alla microstoria di una ragazza e della sua famiglia che con la propria libera espressione di pensiero e di scelta politica hanno cambiato le sorti di un Paese.

Fulvia Degl’Innocenti, “Il primo voto di Matilde” (Settenove, 2021)

E i giovani lettori è giusto e doveroso che apprendano e riconoscano l’importanza della (loro) Storia attraverso racconti e personaggi come Matilde attraverso i quali la fantasia di chi scrive tocca e accarezza la Storia. O forse è il contrario. Poco importa. Ciò che conta veramente è il sapere e lo scoprire e far nascere nei lettori più giovani il desiderio, la volontà, l’entusiasmo, la determinazione non di essere come Matilde ma di comprendere perché Matilde è stata così forte, cosa credeva, cosa e chi ascoltava e, ancora, cosa non voleva più e per il suo Paese. E anche per noi. Oggi. Perché senza il primo voto di Matilde quasi certamente la nostra Storia avrebbe avuto un finale diverso…

Il voto che l’aspettava, lo promise a sé stessa con le stelle come testimoni, sarebbe stato solo il primo passo di una nuova vita.

Incontro con l’Autrice

La scrittrice Fulvia Degl’Innocenti (Per gentile concessione di Fulvia Degl’Innocenti)

Quando e perché ha deciso di dedicarsi in particolar modo alla narrativa per l’infanzia e l’adolescenza?

Ho studiato alle magistrali e alla facoltà di pedagogia, e quindi i bambini erano nel mio dna. Quando poi sono stata assunta come giornalista nel settimanale per ragazzi Il Giornalino ho cominciato anche a scrivere per loro. E proprio da una collaboratrice è arrivata l’occasione, nel 1998, per debuttare nella narrativa con il mio primo libro, La danza delle carote.

In un libro per bambini e per ragazzi quali sono gli elementi fondamentali che, secondo lei, non devono mai mancare?

Dipende se si tratta di libri per i piccoli o per gli adolescenti, sono mondi e scritture assai diverse. Negli albi illustrati, dove il testo è breve e si sposa con le immagini, occorre il ritmo delle frasi, per esempio, che poi rendono perfettamente durante le letture ad alta voce. Ci vuole empatia con i lettori, occorre conoscerli davvero, non avere di essi immagini stereotipate e superate. E poi niente leziosità, diminutivi, prediche. È la storia la protagonista. E un po’ di ironia non guasta.

Fulvia Degl’Innocenti, “Il primo voto di Matilde” (Settenove, 2021)

Come è nata l’idea di Il primo voto di Matilde?

Sono molto sensibile alle tematiche dell’emancipazione femminile, al superamento degli stereotipi di genere. Quando ho realizzato che nel 2021 sarebbero stati i 75 anni del primo voto alle donne ho pensato che quel momento storico andava raccontato, alle ragazze e ai ragazzi di oggi, per comprendere come il diritto al voto sia stata una conquista e quindi un bene prezioso.

Qual è stata la difficoltà maggiore nel raccontare un evento storico così importante, come il referendum del 2 giugno 1946, al pubblico dei giovanissimi lettori?

Ho immaginato una ragazza che nel 1946 diventa maggiorenne, allora a 21 anni, la sua vita semplice ma anche la sua profondità interiore. E per assicurare una maggiore vicina con i lettori del libro le ho affiancato una sorella dodicenne che ha le idee molto chiare e partecipa al dibattito politico anche se non può ancora votare.

La scrittrice Fulvia Degl’Innocenti (Per gentile concessione di Fulvia Degl’Innocenti)

In che modo è riuscita a trovare il giusto equilibrio tra narrazione, fantasia e Storia?

Per delineare l’ambientazione del romanzo ho fatto riferimento ai luoghi dove sono nati e cresciuti i miei genitori, un paese della campagna toscana e ho attinto ai loro ricordi, anche se loro erano molto piccoli nel 1946. Era necessario delineare il contesto storico, e l’ho fatto attraverso i dialoghi dei personaggi.

Matilde, la protagonista della sua storia, è una ragazza degli anni Quaranta. Ecco: il suo carattere, la sua voglia di libertà, di autorealizzazione, di autoaffermazione e di indipendenza quanto sono attuali? E quale massaggio potrebbe dare soprattutto alle adolescenti di oggi?

Per essere più consapevoli del nostro mondo è necessario conoscere le nostre radici, da dove veniamo. Allora per superare il ruolo marginale che avevano le donne, soprattutto nelle campagne, occorreva una grande forza, ma ancora oggi ci sono diritti non pienamente goduti, e c’è bisogno di forza e tenacia per affermare sé stesse.

Un ritratto da bambina della scrittrice Fulvia Degl’Innocenti (Per gentile concessione di Fulvia Degl’Innocenti)

In che modo ha strutturato la collaborazione con l’illustratrice Gioia Marchegiani relativa al rapporto tra testo e immagine?

È stata l’editrice Monica Martinelli a scegliere di far illustrare il libro da Gioia Marchegiani, che le ha conferito un tocco d’antan e al contempo di cronaca. È stata una scelta molto felice a mio parere. Gioia mi ha chiesto se avevo in mente dei luoghi precisi, e io le ho inviate delle fotografie della casa natale di mia madre e del paese. Ha fatto un lavoro stupendo, che mi ha commosso.

Quali sono gli Autori e le opere che hanno formato il suo essere lettrice e scrittrice?

Da piccola ero onnivora, ma prediligevo i romanzi di avventura di Verne e Salgari, e ho adorato Piccole donne tanto da leggerlo dieci volte identificandomi nel personaggio di Jo. Poi mi sono buttata sui gialli per ragazzi, e a 15 ho cominciato a recuperare tutti i grandi classici della letteratura straniera e italiana.

Illustrazione di Gioia Marchegiani per “Il primo voto di Matilde” di Fulvia Degl’Innocenti (Settenove, 2021)

C’è una storia o una donna particolare di cui vorrebbe ancora raccontare ai giovani lettori?

Mi piacerebbe scrivere un libro sulle donne che per prime hanno compiuto un’impresa, come per esempio la prima donna italiana a laurearsi.

Lei è tra i fondatori di Icwa, Associazione italiana scrittori per ragazzi. Può raccontarci qualcosa di più di questo progetto?

Icwa è nata nel 2012 dall’intuizione di un gruppo di autori che credevano che lo scrittore per ragazzi dovesse uscire dall’isolamento e trovare una voce comune. Da qualche anno ne sono la presidente, portiamo avanti tanti progetti, un festival delle periferie in cui offriamo gratuitamente incontri nelle scuole di quartieri disagiati, abbiamo fatto libri collettivi su temi importanti come i diritti e i migranti, sosteniamo iniziative umanitarie nel mondo con libri e borse di studio e tanto altro. date un’occhiata al sito www.icwa.it 

La scrittrice Fulvia Degl’Innocenti (Per gentile concessione di Fulvia Degl’Innocenti)

Nel panorama editoriale contemporaneo quanta attenzione si presta ai lettori più giovani? E cosa si potrebbe fare per avvicinarli sempre più al fantastico mondo della Lettura?

La letteratura per ragazzi è molto evoluta e offre una grande varietà di libri, temi, generi. E si sono anche moltiplicati gli eventi, i festival. Credo che ci sia ancora molto da fare nelle scuole, a fronte di insegnanti illuminati che credono nel valore della letteratura contemporanea, ci sono ancora docenti non aggiornati, fermi a Rodari quando è tanto. Molto si può fare con i futuri inseganti, ed è per questo che Icwa ha iniziato una collaborazione con numerosi atenei.

Quali sono i suoi prossimi progetti professionali ed editoriali?

Nei prossimi mesi usciranno tanti miei albi illustrati e un romanzo a cui tengo molto, sul genocidio degli armeni. Ho sottoposto alcune sinossi di romanzi agli editori, e sono ansiosa di mettermi all’opera con una nuova storia.

 

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