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“Caterina Caselli – Una vita, 100 vite”, il “Casco d’oro” si racconta nel docufilm di Renato De Maria

La Rubrica online “Piazza Navona” vi racconta in anteprima del docufilm “Caterina Caselli – Una vita, 100 vite” di Renato De Maria al cinema il 13, 14 e 15 Dicembre. Il racconto in prima persona di una vita d’artista e dell’evoluzione musicale e sociale italiana.

La trama

“Caterina Caselli – Una vita, 100 vite” di Renato De Maria (2021)

Caterina Caselli – Una vita, 100 vite di Renato De Maria, riprendendo un verso della celebre canzone Cento giorni ripercorre la carriera dell’artista di Sassuolo come cantante, manager e talent scout e anche la vita di una donna che, attraverso la musica, ha segnato l’evoluzione dell’Italia e della sua società dagli anni Sessanta a oggi. La sua consacrazione arriva nel 1966 con il brano Nessuno mi può giudicare e da allora, divenuta per tutti il “Casco d’oro”, Caterina Caselli non si è più fermata vivendo il mondo della musica a tutto tondo e con estrema onestà tanto da preferire di smettere di cantare per non creare un conflitto di interessi con il produttore e marito Piero Sugar. Tutto questo e molto di più a raccontarlo la stessa Caterina Caselli che, tra sincera commozione e grande affetto, parla per la prima volta del suicidio di suo padre, degli incontri importanti della sua vita, dei suoi amici (soprattutto Paolo Conte e Francesco Guccini con cui si ritrova), degli artisti (numerosissimi!) da lei portati al successo: dallo stesso Francesco Guccini a Giuni Russo, dai Negramaro ad Elisa passando per Andrea Bocelli. Caterina Caselli – Una vita, 100 vite, così, diviene il sincero ritratto di un’artista e di una donna che con il proprio talento ha regalato (e regala) incredibili emozioni a tante generazioni.

Il trailer

Sul film

Caterina Caselli, ©ph Mario Orfini

Il 13, 14 e 15 Dicembre 2021 non perdete il film evento Caterina Caselli – Una vita, cento vite di Renato De Maria che, presentato in anteprima alla XVI edizione della Festa del Cinema di Roma e distribuito da Nexo Digital, vi racconta di una delle più eclettiche e talentuose artiste musicali italiane del secondo Novecento.

Caterina Caselli è solo una ragazzina quando decide di voler prendere lezioni di musica e di voler cantare. La sua famiglia modesta ma assai dignitosa, non senza remore, accetta. Anche quando, dopo le prime esperienze nelle balere e nei teatrini delle canoniche, arriva il momento di fare il grande salto e venire a Roma. E saranno proprio gli Equipe 84 a convincere la mamma della Caselli per ottenere il suo permesso. E sarà proprio Maurizio Vandelli a scrivere per lei (adattata in Si naturale da Paolo Conte) la bellissima canzone Insieme a te non ci sto più. E da allora non si è più fermata. Il 1966 è l’anno della consacrazione. Caterina Caselli si presenta al Festival di Sanremo con Nessuno mi più giudicare (inizialmente scritto per Adriano Celentano su una melodia di tango e poi riarrangiato appositamente per lei) e gli storici parrucchieri milanesi Virgottini creano per lei un nuovo taglio di capelli, pratico, corto che diviene simbolo della gioventù beat che corre (in)contro il tempo. È nato il “Casco d’oro”.

Caterina Caselli, ph. Claudio Porcarelli

Da quel momento la carriera di Caterina Caselli è un continuo divenire e una continua crescita. Tanti i successi indimenticabili che ancor oggi si cantano come fossero stati incisi ieri: da Perdono a Cento giorni (dai cui versi è stato tratto il titolo del film), da È la pioggia che va a Sono bugiarda… Eppure la carriera come cantante della Caselli è piuttosto breve: appena quattro anni. Nel 1970, infatti, dopo il suo matrimonio con il produttore discografico Piero Sugar (figlio di Ladislao, direttore della CGD) decide di ritirarsi dalla scena, come afferma lei stessa, per evitare che si potesse pensare che la sua carriera fosse dovuta non al suo talento ma al suo matrimonio. Per la Caselli è l’inizio di una nuova vita e di una nuova carriera: scoprire e produrre talenti. Ed è stata (e lo  è ancora) grandiosa anche in questo. A lei, infatti, si devono la scoperta e il successo di artisti come Giuni Russo, Francesco Guccini, gli Area, gli Avion Travel, Andrea Bocelli, i Negramaro, Elisa, Malika Ayane, Raphael Gualazzi… Insomma, la storia della musica italiana (e non solo!) degli ultimi decenni la dobbiamo al talento e all’attenzione di Caterina Caselli verso i giovani e le nuove generazioni.

“Caterina Caselli – Una vita, 100 vite” di Renato De Maria (2021)

Tutto questo e molto altro racconta la stessa Caselli in questo film documentario in cui si alternano filmati di repertorio di Teche Rai, Istituto Luce e AAMOD. Ed è tra l’alternarsi di passato e presente (niente affatto malinconico) che vediamo Caterina Caselli commuoversi sinceramente come quando racconta della depressione e del suicidio del padre, della tragica morte di Luigi Tenco e della scomparsa del suo caro amico Ennio Morricone. Sul grande schermo appare una donna con la sua vita e la sua incredibile storia da raccontare. Semplice, umana, onesta e ancora piena d’energia, con tanta voglia di fare di dire, di donarsi… anche quando i suoi gesti tradiscono una certa emozione impossibile da nascondere.

Caterina Caselli negli anni Sessanta

Un volto nuovo dell’intramontabile Casco d’oro che ha saputo essere tanto di più, illuminando di luce propria il suo cammino di donna e il suo percorso di artista. Eppure tutti noi continueremo a cantare a squarciagola le sue iconiche canzoni e a scatenarci come lei… Una vita, 100 vite…. Ma Caterina Caselli è ancora di più! è il volto della vita!

Voto 5/5

Scheda tecnica

Titolo originale: Caterina Caselli – Una vita, 100 vite

Genere: Biografico, Documentario

Regia: Renato De Maria

Sceneggiatura: Renato De Maria, Pasquale Plastino

Cast: Caterina Caselli, Francesco Guccini, Filippo Sugar, Giorgio Moroder

Montaggio: Clelio Benevento

Fotografia: Gian Filippo Corticelli

Produzione: Sugar Play in collaborazione con Rai Cinema

Distribuzione: Nexo Digital

Paese: Italia

Anno:   2021

Durata: 96 minuti

Uscita: 13, 14 e 15 Dicembre 2021

 

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