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Letto per voi… “Le voci di 100 capolavori del cinema” di Andrea Lattanzio

La Rubrica online “Piazza Navona” ha letto per voi Le voci di 100 capolavori del cinema di Andrea Lattanzio (Oligo Editore). La storia del cinema raccontata attraverso cento film, le voci, le vite, il ricordo dei più grandi doppiatori italiani. E non perdete l’Incontro con l’Autore!

La trama

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

Film intramontabili e indimenticabili. Grandi attori e grandi attrici. E, soprattutto, voci meravigliose. Ma chi si “nasconde” dietro i volti e le voci di Clark Gable, Marilyn Monroe, Greta Garbo, Meryl Streep, Russell Crowe, Paul Newman… (solo per citarne alcuni)? Il libro, anzi, l’utilissimo compendio di Andrea Lattanzio ci svela nomi, volti, biografie, film, festival le cui voci hanno segnato profondamente la storia del cinema italiano e internazionale. Le voci di 100 capolavori del cinema di Andrea Lattanzio è un interessante viaggio alla scoperta non solo del cinema ma anche dell’affascinante mondo del doppiaggio, di quel lavoro che avviene all’oscuro di una sala armati di cuffie e microfoni davanti a un leggio e a un grande schermo. Buon viaggio!

Sul libro

Il doppiaggio è un’arte tecnica che deve far sognare e far esprimere i desideri degli attori. Far vivere liberamente quelle che sono le emozioni delle persone nel caso della nostra materia. Roberto Pedicini

Oligo Editore

Diciamolo subito: Oligo Editore e Andrea Lattanzio hanno realizzato un meraviglioso regalo per tutti gli amanti e gli appassionati di cinema. Con Le voci di 100 capolavori del cinema, infatti, l’Autore veronese offre al grande pubblico la possibilità di osservare, vedere e ascoltare le produzioni della Settima Arte da un punto di vista diverso, quello del doppiaggio. Il volume è da intendersi come fosse una piccola (ma indispensabile) enciclopedia in cui si raccontano cento capolavori del cinema attraverso le voci dei doppiatori che hanno dato loro forma, poesia, senso e bellezza. Pensiamo a film senza tempo come Via col vento, Ben Hur, Il Gattopardo, Sentieri Selvaggi, Vacanze romane, A qualcuno piace caldo… cosa sarebbero nella versione italiana senza le voci dei loro magnifici doppiatori?

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

Ma ricordiamo qualcuna di queste incredibili voci: Andreina Pagnani, Emilio Cigoli, Elio Pandolfi, Dario Penne, Anna Miserocchi, Pino Locchi, Tina Lattanzi, Nando Gazzolo, Carlo Romano, Gualtiero De Angelis… Tanti volti e altrettante voci (molte delle quali provenienti dal mondo della radio e del teatro) che per il pubblico italiano sono diventate un corpo unico. Pur impegnandoci con tutte le nostre forze risulta complicato immaginare Russell Crowe/Massimo Decimo Meridio nel kolossal Il Gladiatore di Ridley Scott (2000) con una voce diversa da quella di Luca Ward gridare “Al mio segnale scatenate l’inferno!”. Allo stesso modo risulta quasi impossibile immaginare Cary Grant con una voce che non sia quella di Gualtiero De Angelis… Anche questa è la magia del cinema! E Andrea Lattanzio con questo suo volume imprescindibile per tutti coloro che amano la storia del cinema ci permette di entrare in quelle sale di doppiaggio e di farci scoprire e/o conoscere film che ne hanno illuminato il firmamento. Non solo: Lattanzio arricchisce e impreziosisce il suo volume di schede di film, schede biografiche dei doppiatori e una particolare sezione dedicata al Festival Internazionale del Doppiaggio Voci nell’Ombra.

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

Non c’è nulla da dire: Le voci di 100 capolavori del cinema di Andrea Lattanzio è assolutamente un volume da non perdere, da leggere d’un fiato e da consultare in piena libertà e senza obbligo di seguire un ordine cronologico per ricordare e ritrovare un film o una voce che ne ha decretato il successo e siglato la bellezza. Nel 2027 il sonoro compirà cento anni e questo è un meraviglioso regalo in anticipo che gli viene reso e tributato. Non perdete questa occasione di ascoltare il grande cinema e le sue voci senza tempo!

Incontro con l’Autore

Come è avvenuto il suo primo incontro con il cinema? E perché ha scelto di occuparsi di doppiaggio cinematografico?

Il mio primo incontro con il cinema avviene da bambino, una passione trasmessami dai miei genitori (che ringrazio) quando mi accompagnavano a vedere i grandi film. Nel vederli qualcosa mi prendeva su tutto: la voce. Capivo che erano attori stranieri e che la voce non gli apparteneva e rispondendo alla domanda successiva ecco il motivo per il quale nel corso degli anni ho iniziato ad interessarmi di doppiaggio, un’arte nascosta, talvolta ignorata e bistrattata, ma che ha dato molto al cinema e a noi spettatori regalandoci grandissime emozioni. Non c’è dubbio che degli attori stranieri apprezziamo l’espressività e la gestualità, ma l’efficacia della recitazione è merito dei nostri interpreti i quali, con le loro intonazioni, hanno reso popolarissimi fra noi attori stranieri che altrimenti non si sarebbero mai imposti.

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

Come è nato il progetto editoriale di Le voci di 100 capolavori del cinema?

Dopo sei libri dedicati ai vari aspetti del doppiaggio (direttori di doppiaggio, dialoghisti-adattatori, stabilimenti di doppiaggio, cantanti, le voci dei cartoni animati e dei telefilm), in maggio è uscito il settimo intitolato Le voci di 100 capolavori del cinema. Doppiatori e Festival. Il Festival in questione, con tutti i doppiatori premiati nelle varie edizioni, è Il Festival Internazionale del Doppiaggio Voci nell’Ombra che si tiene annualmente a Savona e a Genova con il quale collaboro sin dalla presentazione del primo libro tenutosi a Sanremo nel luglio 2008 inizialmente con Bruno Paolo Astori e successivamente con la direttrice artistica Tiziana Voarino. Quest’anno sarà la 25^ edizione. Ho voluto realizzare questo libro per rendere un affettuoso omaggio al cinema, i 100 film capolavori che hanno segnato la storia del cinema mondiale nel XX secolo con le schede costituite da interpreti, un riassunto della trama, curiosità e i nomi dei nostri straordinari doppiatori e relative schede.

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

Quali ricerche – anche storiche – ha svolto per la stesura del suo libro?

Tutti i libri sono realizzati dopo anni e anni di pazienti ricerche all’interno delle varie biblioteche, senza contare inoltre i vari mercatini di antiquariato sparsi per l’Italia alla ricerca di vecchie riviste teatrali e cinematografiche e cartoline di attori ed attrici, molte delle quali inserite nei miei lavori. Si può dire un lavoro ciclopico, per non dire da “folli”, ma d’altra parte la passione smisurata per l’argomento porta questo ed altro.

Qual è stata la fase più complessa in fase di realizzazione del suo lavoro?

La fase più complessa di questo lavoro è stata certamente nella realizzazione delle schede dei capolavori, con le trame cercando di inserire moltissime curiosità con tutti i premi Oscar.

In che modo ha scelto i suoi 100 capolavori?

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

La scelta dei capolavori non è stata semplice. Ho cercato, dai miei ricordi, di inserire i film che contano nella storia del cinema mondiale. La magia del cinema, la più bella fabbrica dei sogni e di cultura che cattura lo spettatore attraverso avventure, commedie, drammi e passioni dalla sua nascita avvenuta nel 1895.

C’è qualche titolo in particolare che – potendo – vorrebbe aggiungere al suo testo? E perché?

Un titolo da aggiungere è Amarcord del 1973 diretto da Federico Fellini, un film autobiografico pieno di ricordi. Per il sottoscritto è motivo di rievocare la vita di provincia negli anni ’30.

Una domanda spero non troppo “crudele”: qual è la sua voce preferita nel doppiaggio?

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

Non ho preferenze, in quanto ogni voce nel suo genere è straordinaria. Per essere efficaci non conta tanto avere una bella voce nel senso classico del termine, ma il modo di saperla modulare bene. Per dire, un timbro particolare può essere perfetto su un certo tipo di personaggio.

E tra i capolavori inseriti nel suo libro, qual è quello che ama e apprezza di più? Perché?

Il film che apprezzo maggiormente è indubbiamente Vogliamo vivere del 1942 diretto da Ernst Lubitsch. Per me è un film dove si uniscono perfettamente satira e commedia, pur trattando di un argomento tragico con battute indimenticabili e interpreti superbi.

Nel tempo, il lavoro di doppiaggio come e quanto è cambiato?

Il doppiaggio è mutato notevolmente con il passare degli anni. La recitazione è diversa e si è dovuta adeguare ai nostri tempi. Mi viene alla mente l’attrice Tina Lattanzi, un pilastro del teatro di prosa italiano a partire dagli anni ’30 e voce delle “divine” come Greta Garbo, Joan Crawford, Greer Garson, la quale diceva che un tempo il doppiaggio era arte, le battute si ripetevano sinché erano perfette, mentre oggi si procede in fretta per ridurre i costi. Si dava il giusto valore alla parola e recitare in quel modo oggi non funziona bene. Il pubblico avverte subito il contrasto.

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

Secondo lei, perché il fondamentale lavoro di doppiaggio conserva nel tempo il suo fascino?

L’oscuro mondo del doppiaggio racchiude ancora oggi un suo fascino particolare. È letteralmente una magia. In una sala di incisione coperta dall’oscurità degli attori italiani prestano la loro voce ad attori stranieri per regalare emozioni agli spettatori. Oreste Lionello, grande interprete di Woody Allen e di Gene Wilder in Frankenstein Junior, diceva che il massimo per un doppiatore è non farsi notare. Se uno spettatore vede un film e non nota il doppiaggio, ha raggiunto il massimo del suo scopo.

Quali sono le caratteristiche che un buon doppiatore deve avere, al di là di un buon talento “di voce”?

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

Un buon doppiatore, oltre alla voce chiara e piacevole, deve avere altre doti. Tra queste, essere in “sinc”, cioè la voce deve essere in perfetta sincronia con i movimenti labiali dell’attore straniero e la capacità di ritrovare i toni, perché la voce aderisca all’intensità di espressione dell’attore doppiato. È un lavoro durissimo e sfibrante che richiede una tecnica fantastica, buona recitazione e molto talento.

C’è qualcosa in particolare che sente di voler o dover dire agli addetti ai lavori ma anche agli amatori, agli appassionati di cinema in riferimento al meraviglioso mondo del doppiaggio?

Posso dire a tutti gli appassionati della materia di non dimenticare tutti questi artisti che con le loro voci hanno valorizzato i protagonisti che hanno reso grande il cinema e di mantenere viva la memoria storica della “Settima Arte” ed anche l’Arte del doppiaggio.

Quali sono i suoi prossimi progetti professionali ed editoriali?

Andrea Lattanzio, “Le voci di 100 capolavori del cinema” (Oligo Editore, 2024)

Per scaramanzia non anticipo mai i miei progetti, potrebbero non realizzarsi. La ringrazio moltissimo Chiara per la gentile intervista. Spero che le mie risposte siano piaciute e mi auguro che questo lavoro costituirà motivo di curiosità e voglia di approfondimento in tutti coloro che inizieranno la lettura. Mi permette gentilmente una postilla? In tutti i libri nelle schede dei doppiatori sono inseriti alcuni aneddoti, curiosità e mie interviste. Ho scelto, per citarne uno, il grande attore Giuseppe Rinaldi, la voce magica di Paul Newman, Jack Lemmon, Marlon Brando, Rock Hudson, Peter Sellers e moltissimi altri. Tra questi Frank Sinatra il quale lo conobbe ad un party e gli chiese a bruciapelo: “Ma tu mi doppi anche quando canto?” e Rinaldi spiritosamente rispose: “Certamente, è per questo che ti chiamano ‘The Voice'”.

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