Letto per voi… “Eri neve e ti sei sciolta” di Elena Mearini

La Rubrica online “Piazza Navona” ha letto per voi Eri neve e ti sei sciolta (Re Nudo), la commovente raccolta poetica di Elena Mearini composta dopo la perdita della sua adorata cagnolina Maya. E non perdete l’Incontro con l’Autrice!

La trama

Elena Mearini, “Eri neve e ti sei sciolta” (Re Nudo, 2025)

Eri neve e ti sei sciolta è una raccolta poetica attraverso la quale Elena Mearini affronta e racconta il lutto per la perdita della sua amata cagnolina Maya. Circa settanta poesie che diventano occasione di domande, di riflessione, di esplorazione e conoscenza delle proprie emozioni e del senso dell’assenza, del vuoto. I versi di Mearini, pur partendo da un profondo dolore, si trasformano naturalmente in una riflessione sulla vita, sull’amore e sulla perdita di chi più si ama e di chi più si ha bisogno. Silenzio e parole, presenza e assenza, vita e morte… l’Autrice fa del suo lutto un terreno di indagine su se stessa e il mondo circostante, sul rapporto tra animale e umano, sull’amore incondizionato per ciò che incondizionatamente sa amare.

(…) ti cerco
come si fa con i fantasmi
per passi presunti
ma niente

prende il tuo posto
nessuna metafora
può sostituirti.

Sul libro

Re Nudo

Partiamo da qui: esistono affetti, sentimenti e perdite che vanno ben oltre la vita e la morte. Ogni lutto ha il suo processo di elaborazione e ci sono perdite e mancanze assai difficili da colmare e superare. E quando viene a mancare il proprio cane, o qualsiasi altro animale che è stato intimo e presente testimone di ogni nostro momento, il dolore pare amplificarsi.

Questo, purtroppo, è ciò che è accaduto a Elena Mearini, Autrice di Eri neve e ti sei sciolta che, nel mese di aprile di questo 2025, ha perso la sua adorata cagnolina Maya. E proprio in questo anno ha voluto dedicarle questa raccolta poetica che dal 25 novembre è disponibile sul sito di Re Nudo mentre potrete trovarlo in libreria da marzo 2026.

Elena Mearini, “Eri neve e ti sei sciolta” (Re Nudo, 2025)

In Eri neve e ti sei sciolta Mearini riunisce circa settanta componimenti (tutti privi di titolo) attraverso i quali mette in atto un doppio processo ben consapevole e di grande profondità. Da una parte, infatti, l’Autrice si serve (giustamente) della sua scrittura come strumento terapeutico nel tentativo di elaborare il suo lutto guardandolo nel suo profondo; dall’altra, invece, si interroga non solo sul rapporto tra umano e animale in relazione all’universale ma anche sul senso e sul significato vero della loro comunicazione, lì dove a una parola dell’uomo corrisponde un silenzio fatto di sguardi, gesti e movimenti del proprio amico per la vita.

Come scrive Lello Voce nella sua prefazione

Un cane, proviamo a dirla così, è colui che stabilisce la presenza di un luogo al riparo dal linguaggio, uno spazio dove non ci sono parole, ma è presente tutto ciò che le precede e che esse tentano inutilmente di catturare.

Con essenzialità, semplicità e genuinità Elena Mearini si getta a capofitto nella sua poesia e nei suoi sentimenti dando libero sfogo al suo sentire. E in questo, come ci insegna la Letteratura, la Poesia sa essere maestra e consigliera. Scrive ancora Lello Voce

Elena Mearini, “Eri neve e ti sei sciolta” (Re Nudo, 2025)

Scrivere poesia è, per l’autrice, il limite più avanzato per esplorare un mondo negato agli umani, ma a loro indispensabile, l’unico residuo di fronte a una fine che affratella le specie e dà loro l’unico senso di cui avere certezza.

Nei versi di Mearini il rapporto tra animale e umano, tra chi comanda e chi obbedisce che sembra trovare il suo perfetto equilibrio. Tra silenzio e assenza eppure tra presenza e voce, le poesie raccolte in Eri neve e ti sei sciolta divengono lampi, rapidi flash di un sentire e di un dolore profondi che non vogliono nascondersi e che hanno l’urgente bisogno di essere mostrati, raccontati, condivisi. Questa è la potenza della scrittura che ci permette di farci sentire meno soli. Si tratta di una possibilità unica che, forse, pur non riuscendo a curare, può certamente alleviare un poco la solitudine e il senso di smarrimento che si provano.

Elena Mearini, “Eri neve e ti sei sciolta” (Re Nudo, 2025)

Elena Mearini ha scelto questa “strada”, questo percorso… e certamente a ogni suo passo onnipresente è e sarà l’ombra della sua amata Maya.

Esce dalla custodia del tempo
questo mare d’infanzia
e mi suona addosso
il vibrato delle onde-stona sempre
la cosa che non torna
solo tu resti
accordata al presente
come un’assenza mai partita.

Incontro con l’Autrice

La scrittrice Elena Mearini (Per gentile concessione di Elena Mearini)

Come nasce il progetto poetico ed editoriale di Eri neve e ti sei sciolta?

Nasce dal vuoto rimasto dopo la scomparsa del mio cane Maya, un vuoto traducibile soltanto con la parola poetica, un vuoto da parlare in poesia per non impazzire.

A cosa è dovuta la scelta del titolo della sua raccolta poetica?

Maya era purezza, era il bianco autentico della neve che dopo qualche giorno si sporca, era un bianco sincero che va nudo nel reale.

Raccontare, scrivere, esternare un lutto o un trauma è sempre complesso. Qual è stato il punto di partenza della sua scrittura e, in un certo senso, dell’elaborazione del suo lutto?

L’ultimo sguardo di Maya è stato il punto che dato inizio alla parola. Nel suo ultimo sguardo ho trovato la sillaba d’avvio.

Elena Mearini, “Eri neve e ti sei sciolta” (Re Nudo, 2025)

La scrittura sa essere anche terapeutica. Ecco: quanto e in che modo le è stato utile tradurre in parole il suo lutto?

Mi è stato utile nel segno dell’attraversamento, la parola è stata scialuppa che mi ha permesso di navigare le acque più torbide del dolore, ma anche quelle più trasparenti, profetiche.

Per affrontare un viaggio poetico nel dolore e nella perdita  cosa è bene “portare con sé”? Quali possono essere le difficoltà di questo cammino ma anche i suoi lati positivi?

Non sono in grado di dire cosa “portare”, forse conta resistere per continuare ad essere, quindi, se volessimo usare il verbo portare, direi portare il proprio essere.

Qual è stato il momento o il verso più complesso da trasformare da emozione a parola? E perché?

Elena Mearini, “Eri neve e ti sei sciolta” (Re Nudo, 2025)

È stato l’ultimo sguardo di Maya, la sillaba d’avvio alla parola poetica, come detto in precedenza. L’ultimo suo sguardo conteneva due vite, la mia e la sua.

C’è ancora qualcosa che sente di non essere riuscita a scrivere o che vorrebbe aggiungere alla sua raccolta poetica?

Ci sarà sempre il qualcosa che manca, l’indicibile del mistero che appartiene alla vita.

Lei è anche Autrice di romanzi. Perché ha preferito esprimere in versi il suo sentire e non in prosa?

Perché la poesia è la lingua del vuoto, dell’assenza, del segreto che si manifesta tra un verso e l’altro.

Elena Mearini, “Eri neve e ti sei sciolta” (Re Nudo, 2025)

Quali sono gli Autori e le opere che hanno formato il suo essere lettrice e scrittrice?

Molti, primo fra tutti il poeta Paul Celan.

Lei è scrittrice ma ha anche lavorato sui percorsi di scrittura autobiografica nelle carceri e in istituti di riabilitazione psichiatrica. Può raccontarci qualcosa di più di questi percorsi e di questo lavoro?

È un lavoro che mi ha aiutato a tracciare delle mappe per muovermi nel sentire degli uomini e delle cose, le zone di disagio sono sempre zone di creazione, dove lo sguardo si torce alla disperata ricerca di una stella fissa.

Quali sono i suoi prossimi impegni professionali ed editoriali?

Attualmente mi dedico alla Piccola accademia di poesia che dirigo e ho fondato quattro anni fa, un luogo di divulgazione, scambio e ascolto della parola poetica. Dal prossimo anno ci sarà un potenziamento importante con l’acquisto di una casa editrice. Ne daremo notizia il prossimo Gennaio.

 

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