Letto per voi… “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” di Chiara Sorrentino

La Rubrica online “Piazza Navona” ha il piacere di ospitare Chiara Sorrentino e il suo ultimo libro per bambini Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli (Giunti). Un tenero racconto sulla magia dell’amore fraterno. E non perdete l’Incontro con l’Autrice!

La trama

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli di Chiara Sorrentino racconta l’intenso e magico viaggio dell’essere fratelli e sorelle. Instancabili castori, avventurose e giocherellone anatre, tori che si sfidano per poi fare subito pace, gatti rivali nel gioco ma che sanno aiutarsi nel momento del bisogno, pinguini apparentemente tutti uguali eppure tanto diversi tra loro, affettuosi koala che sanno come abbandonarsi e proteggersi in un abbraccio, orsi solitari ma pronti a fare gruppo per aiutare chi è in difficoltà e le sorelle paguro che riparano insieme il guscio quando si rompe. Questi (e tanti altri) sono i protagonisti di questa storia senza tempo e senza età che è la bellezza, la forza e l’essenza dell’amore fraterno. Ognuno con il proprio carattere. Ognuno con le proprie caratteristiche. Ma sempre uniti e sempre pronti ad esserci l’uno per l’altro.

Sul libro

Sapete che cos’è l’amicizia? Sì, essere fratello e sorella, due anime che si toccano senza confondersi, le due dita della mano.
Victor Hugo

Giunti

A marzo 2026 Giunti pubblica l’ultimo lavoro della prolifica produzione letteraria di Chiara Sorrentino: Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli. Si tratta di un albo illustrato di circa quaranta pagine dedicato ai piccoli lettori che vanno dai quattro anni in su.

Leggendo questo libro e ammirandone le deliziose e dolcissime illustrazioni realizzate dalla bravissima Anna Simeone (merita un grande plauso per questo suo lavoro), viene da chiederci se Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli sia veramente un libro da leggere ai piccoli lettori. La risposta è semplice e immediata: sì. L’Autrice originaria di Carpi ha creato un testo che, anche grazie a quelle illustrazioni cui abbiamo accennato che regalano un senso di protezione e di sicurezza a chi le osserva – sa parlare a un pubblico molto più ampio. Basta saper ascoltare.

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

In fondo, tutti noi abbiamo (anche se ben nascosto) il nostro bambino interiore cui tener conto. Chiara Sorrentino, così, riesce a intessere un dialogo e a regalare una carezza non solo al bambino cui l’adulto, attraverso la lettura di questa storia, pone le basi del senso vero della famiglia, dell’importanza e della forza del legame unico che esiste tra fratelli e sorelle… Le parole di Sorrentino, infatti, per arrivare al piccolo lettore hanno bisogno della voce e della presenza dell’adulto che, davanti a tanta purezza e grazia, non può far altro che sciogliere ogni suo nodo e liberarsi di ogni sua maschera e protezione. Così, adulto e bambino sono allo stesso livello: puri, incontaminati e liberi di essere ciò che semplicemente sanno e possono essere. In tal modo diventa anche difficile distinguere chi stia accompagnando chi in questa esperienza di lettura.

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli è un albo illustrato che merita di avere una lunga vita, un cammino di successi, una condivisione libera e numerosa. Non è semplice realizzare un testo tanto semplice eppure di così grande effetto e impatto. Non è semplice riuscire a conquistare il cuore  di un lettore adulto e ormai, forse, un tantino più trattenuto nel liberare la parte più intima di sé, ovvero quella infantile. Ancora, non è semplice arrivare al cuore dei più piccoli… ma con tanta delicatezza e finezza non potrebbe essere altrimenti.

A Chiara Sorrentino va un immenso grazie: per aver dedicato un albo illustrato ai piccoli lettori di oggi che certamente ne faranno tesoro per la loro formazione psico-emotiva e per aver regalato una carezza a cuori che ormai battono troppo in fretta, al ritmo della frenesia della vita e del lavoro e che – troppo spesso – dimenticano di essere ancora (e per sempre) bambini.

Incontro con l’Autrice

Chiara Sorrentino e il suo libro “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026) – Per gentile concessione di Chiara Sorrentino

Come è avvenuto il suo incontro con la scrittura?

Il mio vero innamoramento per la parola scritta è avvenuto molto presto, tra i banchi della scuola primaria. È stato un colpo di fulmine che mi ha spinta a orientare tutto il mio percorso di studi e professionale verso la comunicazione. Ho mosso i primi passi nel mondo del lavoro come copywriter e come giornalista, una professione che svolgo tuttora con passione. Questo doppio binario è fondamentale per me: se il giornalismo mi impone il rigore, l’aderenza ai fatti e la precisione della cronaca, la scrittura creativa e la letteratura per l’infanzia mi permettono di esplorare l’immaginario e la poesia.

Perché ha deciso di dedicarsi prevalentemente alla scrittura di libri per l’infanzia e ragazzi?

Per la libertà che questo pubblico concede. Nonostante la mia attività di giornalista mi tenga ancorata alla realtà quotidiana, scrivere per i ragazzi mi permette di guardare quella stessa realtà con occhi diversi. I bambini sono lettori onesti: non leggono per dovere o per moda, ma per il piacere puro della scoperta. Dedicarmi a loro significa scommettere sul futuro e sulla forza delle storie come strumento di crescita.

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

Come è nato il progetto editoriale di Ci sono Fratelli, Ci sono Sorelle?

Il libro nasce dalla volontà di esplorare la pluralità del legame fraterno. Non esiste un unico modo di essere fratelli o sorelle: c’è chi si somiglia e chi è l’opposto, chi litiga e chi si cerca. L’idea era quella di creare un catalogo poetico e quotidiano di questi legami, celebrandone l’unicità.

Come è nata la collaborazione con l’illustratrice con Anna Simeone?

In questo progetto, il merito dell’incontro artistico va a Giunti Editore. È stato l’editore a scegliere di affidare i miei testi alla matita di Anna Simeone. È stata un’intuizione perfetta: Anna ha saputo interpretare la musicalità e la giocosità delle mie parole con una delicatezza visiva che ha completato l’opera in modo straordinario.

Parole e illustrazioni: in che modo lei e Anna Simeone avete strutturato e impostato il vostro lavoro per Ci sono fratelli, ci sono sorelle?

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

Nonostante il team sia stato composto dall’editore, il risultato è un dialogo armonico. La mia scrittura non segue uno schema fisso: a seconda dei momenti, mi piace alternare testi più brevi a passaggi più narrativi. Questo ha permesso alle illustrazioni di Anna di integrarsi perfettamente, creando un gioco di rimandi in cui le immagini espandono il testo, aggiungendo dettagli e una freschezza che rendono la lettura un’esperienza profonda e coinvolgente.

La scrittura di libri per bambini e ragazzi quale importanza ha nel panorama editoriale contemporaneo?

È il settore più vitale e innovativo, capace di sperimentare linguaggi e formati (come l’albo illustrato) che spesso mancano nella narrativa per adulti. Rappresenta inoltre il vero motore del mercato, essendo il comparto che resiste meglio alle crisi e che ha il compito fondamentale di formare i lettori di domani, allenando il loro spirito critico e la loro capacità di interpretare la complessità del mondo.

Quanto è importante, oggi, avvicinare i più piccoli alla lettura e alla corretta comprensione di un testo?

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

Oggi più che mai, saper comprendere a fondo un testo è uno strumento di libertà. Avvicinare i più piccoli alla lettura consapevole significa dare loro i mezzi per non essere spettatori passivi, ma protagonisti capaci di interpretare la realtà che li circonda con spirito critico.

Quali sono gli “ingredienti” che non devono proprio mancare in un libro per ragazzi e bambini?

Gli ingredienti fondamentali sono l’onestà e il rispetto per l’intelligenza del lettore. Non deve mai mancare una buona dose di giocosità, che permette di esplorare anche i temi più profondi con la giusta leggerezza. È essenziale che ci sia un ritmo capace di catturare l’attenzione e, soprattutto, una verità emotiva: i bambini riconoscono subito quando una storia è scritta “per insegnare” qualcosa e quando invece è scritta per condividere un’emozione o una scoperta. Il libro deve essere un territorio di libertà, dove lo stupore rimane sempre la porta d’accesso principale.

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

Da chi o cosa trae ispirazione per le sue storie?

L’ispirazione arriva quasi sempre dall’osservazione del quotidiano e dai piccoli dettagli che spesso sfuggono agli occhi degli adulti. Può nascere da una domanda spiazzante sentita durante un laboratorio nelle scuole, da un gesto colto per strada o da un ricordo che riaffiora. Spesso le storie nascono dal desiderio di dare una spiegazione fantasiosa a fatti ordinari o di esplorare dinamiche relazionali, come nel caso dei legami familiari. Sono una persona molto curiosa e mi piace guardare il mondo cercando di scorgere l’elemento magico o l’interrogativo nascosto dietro la normalità.

Nella creazione e stesura delle sue storie, quanto è importante conservare e custodire la “Chiara Sorrentino bambina”?

Conservare lo sguardo dell’infanzia è essenziale per non cadere nel tono “didattico” o paternalistico. Scrivere per i bambini richiede di sedersi alla loro altezza, non di guardare dall’alto verso il basso. La “Chiara bambina” è la bussola che le suggerisce cosa è davvero divertente, cosa fa paura e cosa merita di essere raccontato.

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

Quali sono i libri e le opere che hanno formato il suo essere lettrice e scrittrice?

Il mio essere lettrice e scrittrice è un giardino coltivato con letture che invitano a una ribellione gentile nei confronti delle ingiustizie e che spronano all’immaginazione e al perseguimento di ideali universali. Tra i miei autori preferiti da bambina ci sono Bianca Pitzorno che mi ha insegnato il valore della coerenza e il rispetto per la profondità emotiva dei ragazzi, raccontando storie di crescita autentica, e Roald Dahl che mi ha mostrato come la forza interiore e l’immaginazione permettano di affrontare con coraggio ogni sfida.

Lei conduce anche laboratori di scrittura e lettura animata in collaborazione con scuole, librerie e biblioteche. Può dirci qualcosa di più di questa sua esperienza a contatto con i più piccoli?

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

I laboratori sono il momento in cui le storie escono dalle pagine per diventare corpo e voce. Il contatto diretto con i bambini è per me una ricarica di energia e verità: mi permette di ascoltare le loro domande spiazzanti e di osservare come reagiscono alle parole in tempo reale. In questi incontri mi piace sperimentare con loro giochi di parole attraverso laboratori di scrittura creativa, trasformando il linguaggio in un materiale plastico da modellare insieme. Questa esperienza è un tassello fondamentale del mio lavoro perché trasforma la lettura e la scrittura in un gioco collettivo, dove i piccoli non sono solo spettatori, ma protagonisti capaci di smontare e rimontare il racconto. È uno scambio reciproco che mi aiuta a mantenere lo sguardo allenato sulla loro straordinaria capacità di immaginare.

Chiara Sorrentino, “Ci sono Sorelle, Ci sono Fratelli” (Giunti, 2026)

Quali sono i suoi prossimi impegni e progetti editoriali?

Ci sono tante novità editoriali pronte a vedere la luce quest’anno e nel 2027, sia come albi illustrati che come testi di narrativa. Quelle che posso già svelare perché sono ormai prossime all’uscita nelle librerie sono gli albi illustrati “La sorprendente isola di Niente” e “Polvere di pace” entrambi pubblicati da Sassi editore. “La sorprendente isola di Niente” invita a riscoprire il valore del vuoto e della riflessione in un’epoca di sovraccarico digitale, mentre “Polvere di pace” risponde al bisogno profondo di armonia in un presente frammentato. Due testi che, tra narrativa e illustrazione, cercano di riportare al centro la purezza dello sguardo e la gentilezza del sogno.

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