"Le canaglie del Venerabile" di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

“Le canaglie del Venerabile” di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

Il giallo storico di Gianluca Ascione ambientato nella Treviso del 1938 quando Benito Mussolini è atteso in visita alla città. Nello stesso momento, però, sparisce la piccola Adonella Appiani, appartenente alla famiglia più nota di Treviso. Cosa ne è stato della bambina? Quale intrigo si nasconde dietro questa scomparsa?

La trama

Treviso. Agosto 1938. Al Professor Commendatore Italo Candiago viene recapitato un telegramma contenente una comunicazione ufficiale e riservatissima: il prossimo 21 settembre la città ospiterà la visita del Duce. In tale occasione il Mussolini sarà protagonista di diverse manifestazioni: l’inaugurazione del Sacrario ai Caduti; l’inaugurazione del Campo d’Aviazione; raduno folcloristico; mostra dei prodotti autarchici, l’adunata e rassegna delle forze fasciste di tutta la Provincia . Si ha poco meno di un mese per organizzare tale imponente evento. I gerarchi, gli ufficiali, i militari, gli alti graduati sono tutti in subbuglio.  Ma non solo loro. Tutto sembra precipitare con la scomparsa della piccola Adonella Appiani e con la comparsa in zona Fiera di alcune scritte realizzate con vernice rossa inneggianti al Comunismo colpendo e offendendo il Fascismo.

Benito Mussolini in visita a Treviso

Benito Mussolini in visita a Treviso

Ciò che più sconvolge la comunità trevigiana, però, è la sparizione della bambina Appiani, appartenente ad una delle famiglie imprenditoriali più ricca e in più vista del posto, avvenuta di sabato al termine dell’adunata di congedo tenutasi presso la casa della Gioventù del Littorio. Ad occuparsi del caso è il riflessivo, taciturno ma brillante capitano Sarelli il quale da questo momento in poi si ritroverà a dover sciogliere una trama sempre più fitta di colpi di scena, di assassinii, scomparse, falsità, passati oscuri, vergognosi e mai dimenticati. Treviso, così, diviene teatro non solo dei preparativi per l’arrivo del Duce che deve essere messo nella più totale sicurezza ma anche il complesso scenario di una scomparsa che sembra avere delle fitte trame e dei complessi legami con il Fascismo.

Presentazione del libro Le canaglie del Venerabile

Sul libro

Lo scrittore trevigiano Gianluca Ascione ambienta nella sua città di origine il giallo di ambientazione storica dal titolo Le canaglie del Venerabile edito, nel 2017, dalla Panda Edizioni. L’Autore si dimostra essere un valido conoscitore della sua città e delle trasformazioni subito nel corso degli anni. Infatti, il testo corredato nelle sue ultime pagine da una mappa storica della Treviso del 1938, racconta e descrive diversi luoghi ed edifici noti della città, di ieri e di oggi. Un esempio di quanto appena detto sono la fabbrica della famiglia Appiani allora situata in Via Montegrappa dove oggi vi è un centro dedicato proprio al capostipite Graziano e la Prefettura.

Panda Edizioni

Panda Edizioni

Ad ogni modo il merito dello scrittore sta proprio nell’attenta e precisa costruzione di questa fitta e misteriosa trama ambientata in pieno Fascismo e in occasione della (reale) visita di Benito Mussolini a Treviso. A posizionare nel Tempo e nella Storia questo interessante e intrigante romanzo di taglio storico è anche l’adozione di un certo tipo di linguaggio che, in alcuni tratti, molto ricorda quello utilizzato dallo stesso Duce nei suoi noti discorsi e dalla voce fuori campo utilizzata dai cinegiornale dell’Istituto Luce. Si tratta, insomma, di un testo e di un racconto che non deludono il Lettore che si ritroverà a divorare le oltre seicento pagine che lo compongono. Infatti, lo stile e la scrittura di Ascione così semplice ma articolata, descrittiva e asciutta nei momenti e nei passaggi giusti, di stampo documentaristico e prettamente storico nei tratti più opportuni rendono tale lettura del tutto appassionata e appassionante. Non solo! L’Autore, come un eccellente, brioso e versatile direttore d’orchestra riesce a creare un’armonia perfetta e colma di (anche impercettibili) sfumature tra i numerosi personaggi che danno vita alla vicenda (e, in tal senso, forse non è un caso che l’Autore citi I promessi sposi di Alessandro Manzoni).

Le Ceramiche Appiani di Treviso

Le Ceramiche Appiani di Treviso

Le canaglie del Venerabile è un romanzo di ambientazione storica (seppur della nostra Storia più recente) che merita di esser letto e che conferma, ancora una volta, il talento nella ricostruzione delle vicende storiche e della vita della propria città dell’Autore. Quest’ultimo, inoltre, con questa sua ultima opera consolida ancor di più il suo valore di scrittore di libri gialli già ampiamente dimostrati con il suo romanzo d’esordio Gocce di silenzio (Centro Studi Tindari – Patti),  Polvere & Ombra e Rapsodia in rosso (entrambi pubblicati da Panda Edizioni).

"Le canaglie del Venerabile" di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

“Le canaglie del Venerabile” di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

Incontro con l’Autore

È un vero piacere presentarvi l’abile e brillante scrittore trevigiano Gianluca Ascione, classe 1975, e proporvi l’intervista che la rubrica online “Piazza Navona” gli ha rivolto per la sezione dedicata ai Libri e all’Editoria ringraziandolo della sua cortese disponibilità e gentilezza.

Buona lettura a tutti!!

Gianluca Ascione

Gianluca Ascione

  • Quando ha capito e scoperto che la scrittura avrebbe fatto parte integrante della sua vita?

Dopo essere stato un cosiddetto ‘lettore forte’ ho avvertito il desiderio di cimentarmi con la scrittura, a diventare il deus ex machina che si nasconde dietro a ogni storia. Inizialmente ho provato a cimentarmi in vari generi, alla ricerca di un’identità letteraria: basti pensare che Gocce di silenzio, il mio primo lavoro pubblicato, non si tratta di un’opera di genere giallo, ma di uno scritto dai tratti surreali e intimistici. Quando sono giunti anche i primi riconoscimenti, ho avuto la conferma che la scrittura è una parte di me stesso a cui non intendo rinunciare.

"Gocce di silenzio" di Gianluca Ascione (Centro Studi Tindari Patti)

“Gocce di silenzio” di Gianluca Ascione (Centro Studi Tindari Patti)

  • Come è nato il progetto de Le canaglie del Venerabile?

Un po’ casualmente, nel senso che leggendo un saggio sulla Resistenza nel territorio trevigiano, e sulle atrocità compiute da una squadrone fascista, mi sono imbattuto in una breve nota che ricordava il viaggio compiuto da Mussolini nelle Tre Venezie nel lontano 1938. Da lì è nata l’idea di ambientare un thriller che avesse sullo sfondo proprio quell’evento.

  • Quali sono state, se riscontrate, le difficoltà nel creare un romanzo così ricco di personaggi, di caratteri e di storie che si intrecciano?

La difficoltà maggiore è stato mantenere tutto in equilibrio: in un romanzo di 600 pagine in cui sono presenti oltre cinquanta personaggi, c’è la necessità di ritagliare a ognuno il proprio spazio e ad affidare loro un ruolo decisivo e indispensabile nell’economia della storia. Per questo è stato molto importante catalogare ogni singolo capitolo, eseguire una specie di schedatura approfondita in cui ho elencati i fatti e i personaggi coinvolti, nonché tutti i collegamenti che costituiscono i fili narrativi i quali, una volta uniti, portano alla soluzione logica del caso.

"Le canaglie del Venerabile" di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

“Le canaglie del Venerabile” di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

  •  In che modo ha svolto la ricerca storica per (ri)creare il tessuto e l’ambientazione delle vicende narrate?

La fase di documentazione storica è stata molto lunga ma necessaria. Ho passato un intero inverno tra l’Archivio di Stato di Treviso, l’Archivio Comunale e alcune biblioteche vagliando pile di documenti originali, alcuni dei quali sono diventati parte integrante della narrazione costituendo un forte elemento di originalità. Inoltre, ho consultato svariati saggi da cui ho attinto preziose informazioni per ricostruire tutto nel minimo dettaglio: l’organizzazione politica dei fasci, i mestieri antichi oggi in disuso, la localizzazione degli uffici, i regolamenti in vigore… perfino l’abbigliamento e le acconciature dell’epoca!

Treviso e provincia nel 1938

Treviso e provincia nel 1938

  • La sua scrittura è orientata verso il genere thriller e il giallo. Come nasce il suo interesse per questo stile narrativo?

Tra i vari premi ricevuti amo sempre citare il Gran Giallo Città di Cattolica, vinto nel 2008 col racconto Fino all’ultimo respiro (ed. I Gialli Mondadori), perché ha rappresentato una “presa di coscienza”. Essere giudicato positivamente da una giuria qualificata composta da specialisti del genere giallo, come Carlo Lucarelli, Valerio Massimo Manfredi e il compianto Andrea G. Pinketts, solo per citarne alcuni, mi ha fatto comprendere di possedere un talento su cui investire, attraverso un lavoro quotidiano, per cercare di migliorare ogni giorno.

Gianluca Ascione

Gianluca Ascione

  • Le sue origini e la sua città natia quanto influenzano – e hanno influenzato – la sua scrittura e i suoi racconti?

Moltissimo! Al punto tale che ho ambientato tutti i miei romanzi, almeno fino ad ora, nella mia Treviso. Amo questa città perché mantiene ancora una certa ‘vivibilità’ che nelle grandi metropoli è spesso sopraffatta dal caos; tuttavia, anche qui esiste una parte ‘nera’ ed è questa che io racconto nei miei romanzi.

"Rapsodia in rosso" di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

“Rapsodia in rosso” di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

  • Questa domanda amo rivolgerla a tutti gli scrittori che incontro e intervisto: in quanto Autore e Lettore quali sono i libri e gli scrittori che l’hanno formata e hanno, in qualche modo, guidato e influenzato il suo stile e la sua crescita personale?

Prima di cimentarmi con la scrittura ho letto molto: credo che la lettura sia una palestra imprescindibile per chi voglia scrivere. Ho amato Calvino, Orwell, Bulgakov, Benni, Pasolini, De Carlo… ma come posso nominarli tutti? E poi, come non citare nomi legati indissolubilmente al genere giallo? Allan Poe, Agatha Christie, Simenon, Scerbanenco, Macchiavelli. Perfino Manzoni: considero I promessi sposi un antesignano del thriller. Tuttavia, ritengo altrettanto importante riuscire a creare un proprio stile, essere riconoscibile attraverso un’impronta personale e non essere identificato come la copia, più o meno riuscita, di qualcun altro.

Gianluca Ascione

Gianluca Ascione

Cos’è per lei “scrivere”? Quali sono secondo lei, oggi, il significato e il messaggio della “scrittura”?

La scrittura è un po’ come una relazione amorosa con una persona: certi giorni sei follemente innamorato mentre altri ci litighi furiosamente, ma in fondo in fondo non ne puoi fare a meno. Per me la scrittura, che utilizzo nella forma del romanzo, resta lo strumento con cui fare immaginare i lettori, condividere con loro una propria visione delle cose e, se possibile, cercare di sorprenderli. L’immaginazione è il motore che alimenta la scrittura.

"Polvere & Ombra" di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

“Polvere & ombra” di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

  • Ora uno sguardo al futuro: quali sono i suoi prossimi impegni e progetti letterari?

Da pochi mesi è uscito il nuovo romanzo Fatti uccidere (Panda Edizioni) che riprende il filone dei primi due, Polvere & ombra e Rapsodia in rosso, che narrano le vicende dei due protagonisti, l’ispettore di polizia Rita Giannetti e l’investigatore privato Emidio Galasso, sempre alle prese con casi da risolvere e con un amore che stenta a decollare.

"Fatti uccidere" di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

“Fatti uccidere” di Gianluca Ascione (Panda Edizioni)

Attualmente ho iniziato a lavorare ad un nuovo progetto, un thriller che, almeno nelle intenzioni, vorrebbe essere una sorta di indagine ‘itinerante’ che attraverserà lo Stivale da nord a sud. Per il resto, top secret!

Beh, noi della rubrica online “Piazza Navona” attendiamo di sapere molto di più di questo nuovo romanzo e di questo nuovo e interessante progetto. E nel frattempo… dedichiamoci del tempo leggendo! E ancora tante grazie a Gianluca Ascione per aver condiviso con tutti noi la sua scrittura e il suo lavoro… e a presto!