"Il violino di Dio" di Salvo Zappulla (Casa Editrice Scritturapura)

“Il violino di Dio” di Salvo Zappulla (Scritturapura Casa Editrice)

Lo scrittore siciliano Salvo Zappulla con “Il violino di Dio” ci racconta la storia del neo ragioniere capo Alfredo Morelli che viene richiamato nell’aldilà per errore senza essere  morto a tutti gli effetti. Il Paradiso potrà attendere?

La trama

Alfredo Morelli è un uomo di quarantadue anni, felicemente sposato, padre di due figli e fresco di nomina in qualità di ragioniere capo presso il Comune di Milano. Insomma: tutto sembra andare per il verso giusto per la famiglia Morelli soprattutto dopo la miracolosa operazione al cuore della figlia Federica. Sembra, perché proprio sulla strada verso il lavoro viene investito sulle strisce pedonali da un’auto. Poco dopo, muore. Per errore. Eh sì, il buon Dio ha commesso uno sbaglio chiamandolo a sé prima del tempo.

"Il violino di Dio" di Salvo Zappulla (Casa Editrice Scritturapura)

“Il violino di Dio” di Salvo Zappulla (Scritturapura Casa Editrice)

Sarà compito del suo angelo custode – che ben presto prenderà una nuova strada – a doverlo dissotterrare e a fargli capire quanto accaduto. È morto a metà. Cioè, le sue funzioni vitali sono ancora in regola. La partenza per il Paradiso, però, è inevitabile e qui Alfredo pretende di incontrare i “piani alti”: dopo San Pietro, Dio, Gesù, Cristo e persino la Madonna. Alfredo (dopo aver minacciato di piantare un casino della Madonna) viene accontentato e rimandato sulla Terra. Cosa accadrà al suo rientro? Cosa e chi troverà sulla Terra? Si pentirà di aver tanto voluto tornare realmente a vivere?

"Il violino di Dio" di Salvo Zappulla (Casa Editrice Scritturapura)

“Il violino di Dio” di Salvo Zappulla (Scritturapura Casa Editrice)

Sul libro

Nel maggio 2019 Salvo Zappulla, scrittore e critico letterario della provincia di Siracusa, la cui firma appare nella pagina culturale del quotidiano La Sicilia e nella rivista siciliana Notabilis, pubblica nella Collana Scritturapura.it della Casa Editrice Scritturapura il romanzo surreale Il violino di Dio.

"Il violino di Dio" di Salvo Zappulla (Casa Editrice Scritturapura)

“Il violino di Dio” di Salvo Zappulla (Scritturapura Casa Editrice)

Si tratta di un’opera fantastica, ironica, amara e allo stesso tempo divertente, cinica, reale e lungimirante. L’Autore, già abituato a usare la fantasia per i suoi libri per bambini e ragazzi come  Lo sciopero dei pesci e Il pollaio dice No!, mette tutto il suo talento e la sua capacità inventiva in questo suo ultimo lavoro. Alfredo Morelli e la sua morte a metà (dalla serie Il Paradiso può attendere!) divengono per lo scrittore siciliano e per i suoi lettori fonte di riso e di riflessione sul fato, sulla fugacità della vita, sulla morte in quanto tale e su cosa può o potrebbe accadere dopo… per chi se ne va e per chi resta.

Scritturapura Casa Editrice

Scritturapura Casa Editrice

Il violino di Dio (durante la lettura si scoprirà il perché della scelta di questo titolo) diviene una sorta di favola per adulti in cui, tra una battuta e un’altra e tra un concetto serio e l’altro, si sorride e si riflette in automatico, senza fatica e in tutta naturalezza. Tutto questo naturalmente è il merito della scrittura vivace, colorata, spiritosa e seria al momento giusto, equilibrata e, a momenti, persino irriverente (chi non ha mai immaginato di sentir dire Gesù alla Madonna: “Mamma, per favore, non sono più un bambino!”, Dio che fa il “pisolino pomeridiano” o San Pietro “soffrire d’insonnia”?!?). Zappulla si spinge persino oltre con la sua fantasia (forse non poi tanto, però, a ben guardarci intorno) descrivendo Dio come un uomo ormai stanco di lottare per la sua gente che sta distruggendo tutto quanto Lui ha donato: con incendi, virus, malattie, disinteresse, malvagità, violenza, guerre, bombardamenti… tanto da esclamare: “Porca Eva, ma chi me l’ha fatto fare, a suo tempo, di creare tutto questo pandemonio!

"Lo sciopero dei pesci" di Salvo Zappulla e Carla Manea (Il Pozzo di Giacobbe)

“Lo sciopero dei pesci” di Salvo Zappulla e Carla Manea (Il Pozzo di Giacobbe, 2009)

Io speravo di divertirmi, mi annoiavo da morire solo nell’Universo e inventai gli uomini per avere un diversivo, qualcosa per distrarmi. Guarda cosa ti vanno a combinare! L’uomo è stato l’investimento peggiore che ho fatto! Non posso nemmeno imprecare contro me stesso! Sì, ma se mi girano, se mi girano, ci metto poco a farli sparire, li incenerisco nel giro di un secondo”. Ecco, questo è il tenore de Il violino di Dio di Salvo Zappulla: uno di quei libri che involontariamente (ed è ciò che c’è di più bello senza la necessità di sedersi in cattedra) ti insegnano e ti segnalano qualcosa, ti aprono un poco di più la mente attraverso spunti di riflessione “alternativi”, che prendono vita dalla fantasia sana e produttiva. Si può ben dire senza esagerazione che Il violino di Dio è un libro originale e da non perdere. Per riflettere un pochino di più. Per sorridere di noi e delle (umane e non) debolezze.

Incontro con l’Autore

Lo scrittore Salvo Zappulla

Lo scrittore Salvo Zappulla

  • Quando è avvenuto il suo primo incontro con la scrittura?

Da sempre ho sognato di fare lo scrittore, sin dalle scuole elementari. Mi immaginavo in un’isola deserta, solo e in silenzio, a scrivere storie. Poi durante il servizio militare un mio amico mi regalò un libro di Achille Campanile: fu una folgorazione! Un grande. Da lui imparai a sviluppare il senso del grottesco e il gusto per il paradosso.

  • Come è nata l’idea e il progetto editoriale de “Il violino di Dio”?

È nata quando mi hanno mandato a lavorare al cimitero (io lavoro al Comune), trascorrevo interi pomeriggi girando per il cimitero, osservavo le lapidi, i volti delle persone defunte e pensavo che ognuna di loro avesse una storia da tirare fuori. Così ho deciso di raccontare la mia morte ma in maniera leggera, senza farne un romanzo horror; la morte vista come un evento naturale su cui scherzarci sopra.

Un articolo dedicato a "Il violino di Dio" di Salvo Zappulla (Casa Editrice Scritturapura)

Un articolo dedicato a “Il violino di Dio” di Salvo Zappulla  (Scritturapura Casa Editrice, 2019)

  • Nella sua bibliografia ci sono anche libri per ragazzi come “Il Pollaio dice no!” e “Lo sciopero dei pesci”. Quali sono le differenze e le eventuali difficoltà che riscontra nella creare storie e personaggi per gli “adulti” e per i “bambini”?

Nel creare storie  per i ragazzi cerco di usare un linguaggio più semplice, adatto ai piccoli lettori; ma anche i miei romanzi sono fiabe per adulti, storie in cui l’elemento predominante è la fantasia.

  • Lei è anche critico letterario e scrive per le pagine del noto quotidiano “La Sicilia”. Da scrittore a critico: quali sono i requisiti fondamentali, per lei, per un “buon libro”? E’ difficile separare lo scrittore dal critico?

A mio parere un buon libro deve contenere elementi di originalità, deve apportare idee nuove, aggiungere qualcosa a quanto è stato già raccontato, oltre naturalmente a possedere tutti i requisiti di buona scrittura e profondità dei temi trattati. Nei miei articoli giornalistici cerco di essere più razionale, evitando gli svolazzi della fantasia e concentrandomi sulla analisi del testo.

"Il pollaio dice No!" di Salvo Zappulla (Buk Buk)

“Il pollaio dice No!” di Salvo Zappulla (Buk Buk, 2013)

  • C’è una storia che avrebbe voluto raccontare ma che è ancora nascosta nei suoi cassetti o nella sua fantasia?

 Sì, la prossima.

  • Quali Autori hanno contribuito a formare il suo “essere Autore” ed “essere Lettore”?

Amo i grandi maestri del surrealismo: Kafka, Buzzati,  Borges, Calvino, tutti coloro che riescono ad andare oltre le vicende del quotidiano e sono capaci di volare lontano con l’immaginazione.

"Kafka e il mistero del processo" di Salvo Zappulla (Melino Nerella edizioni, 2014)

“Kafka e il mistero del processo” di Salvo Zappulla (Melino Nerella edizioni, 2014)

  • Osservando il mondo dell’Editoria oggi sembrano esserci molti più scrittori che lettori. Secondo lei, in quanto autore e critico, quali potrebbero essere i possibili rimedi per equilibrare questa situazione?

Ai giovani che vogliono fare gli scrittori raccomando di non avere fretta di pubblicare, meglio aspettare di aver raggiunto un buon livello di maturazione e stare attenti a non affidarsi al primo editore che capita.  È vero, si pubblicano troppi libri e tante volte solo roba commerciale per fare cassetta. Purtroppo certi ingranaggi della grande editoria girano a un ritmo infernale producendo prodotti abbastanza piatti, da consumare e buttare via. Un rimedio? Incentivare la voglia di leggere, promuovere manifestazioni, fiere, andare nelle scuole a coltivare giovani lettori.

Il quotidiano "La Sicilia"

Il quotidiano “La Sicilia”

  • Come si è accennato in una precedente domanda lei si dedica anche alla scrittura per ragazzi. Così, restando nel campo della lettura, cosa vorrebbe dire ai giovani lettori per avvicinarli al fantastico mondo dei libri?

Ai ragazzi dico di mettere da parte ogni tanto cellulari e altri diabolici strumenti tecnologici, rilassarsi e leggere un buon libro per viaggiare con la mente verso mondi sconosciuti. Ripeto: bisogna darsi da fare nelle scuole, abituare i bambini a leggere.

La rivista "Notabilis"

La rivista “Notabilis”

  • Una domanda sia per lo scrittore sia per il lettore che sono in lei: cosa ne pensa dei libri digitali e quanto, secondo lei, hanno modificato le abitudini e le peculiarità della lettura in quanto tale?

Il progresso non si può fermare e probabilmente il digitale riuscirà a soppiantare la carta stampata. Molti giornali cartacei sono in crisi proprio per questo motivo. Io sono un nostalgico e cerco di resistere, per me un libro va accarezzato, coccolato, tenuto sul comodino, respirarne il profumo di inchiostro.

Presentazione di "Il violino di Dio" di Salvo Zappulla (Casa Editrice Scritturapura) presso la Mondadori Store di Avola (SR)

Presentazione di “Il violino di Dio” di Salvo Zappulla (Scritturapura Casa Editrice) presso la Mondadori Store di Avola (SR)

  • Quali sono i suoi prossimi impegni e progetti editoriali?

Sto lavorando a un nuovo romanzo, un impegno che spero di riuscire a portare a termine entro un paio d’anni.