"Gli inquinati" di Marco Severini (Aras Edizioni)

“Gli inquinati” di Roberto Ugolini (Aras Edizioni)

La Rubrica online “Piazza Navona” torna a parlarvi di libri e di letture presentandovi “Gli inquinati“, l’opera prima di Roberto Ugolini. Una raccolta di racconti che vi farà tanto sorridere e non solo. E naturalmente siete tutti invitati all’Incontro con l’Autore!

La trama

Gli inquinati è una raccolta di tredici racconti animati da protagonisti sciagurati, sventurati, meschini e, diciamolo pure, miseri. Roberto Ugolini, così, attraverso questi flash, questi racconti che cadono come fulmini e scorrono rapidi come un fiume in piena dà voce ai suoi personaggi inclini all’arte di arrangiarsi, al cinismo più crudele e dotati di una buona dose di intima cattiveria.

"Gli inquinati" di Roberto Ugolini (Aras Edizioni)

“Gli inquinati” di Roberto Ugolini (Aras Edizioni)

In questo contesto incontriamo (ed è proprio il caso di dirlo) tra gli altri: Cesari Paci, il ludopatico che gioca alla sala slot gestita da un istituto religioso di suore proprio per allontanare “le anime da un luogo di perdizione”; Goffredo Garonzi che parte per l’Africa come volontario solo per scattare delle fotografie e organizzare una mostra; Alex e Adele che danno in adozione il loro maialino nano a una coppia di fanatici fascisti; Nicola Zanini, un impiegato stitico e solo; Claudio Bonomi  che, alla ricerca di un meccanico, finisce in una comune rigorosamente peace & love; Dante Massari, un impiegato omofobo pronto a tutto pur di avere il calendario della sua banca senza accorgersi del malessere della sua bambina… Insomma, è una galleria di ritratti assai varia e variegata quella creata da Roberto Ugolini. Pronti a scontrarvi con questi volti così terribilmente reali nel loro surrealismo? Ne vedrete delle belle…

Sul libro

Nel 2019 la Aras Edizioni pubblica, nella collana Stile Rana Outsider, l’opera prima di Roberto Ugolini dal titolo Gli inquinati impreziosita dalla prefazione di Pietro Calandra e dalla postfazione di Alessandro Ciacci. L’Autore, che nella vita lavora come programmatore nel campo dell’automazione, crea questo esilarante e crudele libro che certamente lascerà i suoi lettori con un sorriso ben stampato sul volto. Tutto da capire e da vedere se si tratta di un sorriso amaro, sardonico o divertito. O tutte le “cose” assieme.

"Gli inquinati" di Roberto Ugolini (Aras Edizioni) - Graphic Art Chiara Ricci

“Gli inquinati” di Roberto Ugolini (Aras Edizioni) – Graphic Art Chiara Ricci

Certo è che i tredici racconti e i loro protagonisti non vi lasceranno indifferenti. Il motivo è molto semplice: sono il ritratto dell’uomo medio, del Fantozzi del Duemila (ma anche senza tempo), dei “mostri” e degli “antieroi” che la Commedia all’italiana del nostro Cinema ha raccontato in maniera esemplare e magistrale negli anni Sessanta. Un film su tutti: I mostri che Dino Risi dirige nel 1963. E, a dirla tutta, i volti di Vittorio Gassman e di Ugo Tognazzi – già meravigliosi protagonisti di questo memorabile film – sarebbero perfetti per interpretare questi “omuncoli” del nuovo Millennio. Come a dire: gli anni passano ma la storia resta sempre la stessa.

Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi ne "I mostri" di Dino Risi (1963)

Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi ne “I mostri” di Dino Risi (1963)

Si deve ammettere e anche con grande gioia che Roberto Ugolini ci sa fare. Infatti, grazie a una sana e buona dose di cattiveria e di cinismo crea dei personaggi ai limiti della “legalità anche morale”: beffardi, indifferenti, mordaci, impudenti, sfacciati, egoisti, insensibili… che non hanno la benché minima idea dell’esistenza di un eventuale “prossimo” (inteso come “tempo” e come “individuo”). Nonostante questo, però, il lettore verrà conquistato e ammaliato dalla debolezza di questi personaggi che vivono nell’eterno limbo dell’insoddisfazione e del vivere in balìa degli eventi. Per alcuni lettori, però, sarà un vero girone dell’Inferno dantesco.

Aras Edizioni

Aras Edizioni

Così, l’Autore attraverso uno stile accattivante, diretto, privo di giri di parole, veloce, colorato, continui e interessanti riferimenti al panorama musicale internazionale è riuscito a creare un piccolo gioiello cesellato a colpi di ironia e di battute sagaci che, però, vi lasceranno anche il tempo di riflettere. Perché, in fondo, nonostante il surrealismo, questi inquinati creati e immaginati da Roberto Ugolini potremmo essere ognuno di noi. Non mancate questo appuntamento con la lettura: il ritmo scoppiettante, vitale e vivace de Gli inquinati vi conquisterà!

Incontro con l’Autore

Lo scrittore Roberto Ugolini (Per gentile concessione di Roberto Ugolini)

Lo scrittore Roberto Ugolini (Per gentile concessione di Roberto Ugolini)

  • Quando è avvenuto il tuo primo incontro con la scrittura?

Ho iniziato poco meno di dieci anni fa. Sono da sempre amante della satira e dell’umorismo in tutte le sue forme e i miei primi testi sono stati dei monologhi, ma su un palco non sono mai salito – se non alle recite delle medie – e non ho certo l’attitudine per starci. Altre mie produzioni erano invece parodie della cronaca e più vicini al mock Journalism. L’idea di iniziare con la narrativa è nata qualche anno dopo, leggendo una raccolta di racconti di Woody Allen.

Roberto Ugolini e Alessandro Ciacci

Roberto Ugolini e Alessandro Ciacci

  • Come è nato il tuo libro Gli inquinati? E perché hai scelto questo titolo?

Sarò sincero: è frutto di una sorta di brainstorming con la Casa editrice. Io faticavo a trovare un titolo convincente per questa raccolta e Aras mi è venuta in soccorso. Il riferimento è all’inquinamento dei sentimenti che avviene nei periodi di incertezza, precarietà e perdita di punti di riferimento. In queste situazioni i deboli, le vittime, anziché empatizzare, scatenano una sorta di catena alimentare e si approfittano di quelli più deboli di loro.

Articolo dedicato a "Gli inquinati" di Roberto Ugolini

Articolo dedicato a “Gli inquinati” di Roberto Ugolini

  • Il tuo stile è davvero particolare: passa dal cinismo all’irriverenza, dall’humor nero all’ironia più sottile. Come sei riuscito a creare e ad affinare questa tua peculiarità?

Ovviamente dalle opere, film, libri, monologhi che ho amato e che hanno plasmato il mio punto di vista sulle cose. Come dicevo prima, ho sempre amato l’umorismo e ho sempre trovato che fosse il mezzo più efficace per evidenziare le contraddizioni della società ed esorcizzare quelle che sono – passami il termine - le sfighe della vita.

  • Quali Autori e quali libri hanno ispirato e, in qualche modo, formato il tuo essere scrittore?

Diversi, prima e dopo di leggere i racconti di Woody Allen che cito sopra, anche se ho cercato di trovare uno stile del tutto personale, ma ammetto non è facile sfuggire alla tentazione di imitare i grandi, il pericolo è quello di finire per scimmiottarli. Per quanto riguarda lo stile grottesco e le iperboli utilizzate in questi racconti, non posso fare a meno di nominare Paolo Villaggio. Ma sono tanti gli autori che penso abbiano influenzato il mio approccio alla scrittura: penso a Kurt Vonnegut, Tom Robbins e, perché no, Raymond Carver. Tutti, ovviamente, inarrivabili.

Roberto Ugolini al firmacopie de "Gli inquinati" al Bastione Sangallo - Fano (PU)

Roberto Ugolini al firmacopie de “Gli inquinati” al Bastione Sangallo – Fano (PU)

  • Qual è stato il passaggio dall’idea alla creazione dei ritratti dei tuoi protagonisti che potremmo considerare come “gli antieroi dell’era moderna”?

La scelta è stata involontaria in un primo momento. Quando ho deciso di trasformare il materiale che avevo in narrativa ho notato che i primi quattro-cinque racconti che erano usciti da quel lavoro avevano un filo conduttore. La cosa mi piaceva e ho deciso di portare avanti questo immaginario coerente popolato da personaggi senza alcuna empatia coinvolti in vicende estremamente grottesche e, forse, non così improbabili.

Lo scrittore Roberto Ugolini alla presentazione del suo libro "Gli inquinati" al Bastione Sangallo - Fano (PU) - 26 giugno 2019

Lo scrittore Roberto Ugolini alla presentazione del suo libro “Gli inquinati” al Bastione Sangallo – Fano (PU) – 26 giugno 2019

  • I protagonisti dei tuoi racconti ne Gli inquinati ricordano non poco il film I mostri di Dino Risi e la serie fantozziana. Anche il cinema ha influenzato e impreziosito la tua scrittura? In che modo?

Tanto. Potrei citarti anche Monicelli e Scola, e perché no anche la musica, penso a Giorgio Gaber ad esempio In quegli anni si raccontava l’Italia post-boom economico e l’affanno per scalare la società. Qualcuno aveva già intuito che non tutto sarebbe andato per il verso giusto e parlava sia di borghesi rampanti e delle loro bassezze, quanto di diseredati esclusi da questa scalata al benessere. Io invece ho ambientato i miei racconti nel paese post-crisi economica, un momento storico dove le certezze sono venute a meno, e questo ha tirato fuori il lato peggiore di tutti.

I libri della Aras Edizioni al Bastione Sangallo - Fano (PU)

I libri della Aras Edizioni al Bastione Sangallo – Fano (PU)

  • Tra le storie e i protagonista che animano Gli inquinati a quali senti di essere più affine?

Essendo le storie delle iperboli sull’egoismo sfrenato e la mancanza di empatia, spero a nessuno. Il punto di vista satirico è da osservatore esterno, ma scrivere è sempre e anche, inevitabilmente, metterci dentro qualcosa di se stessi. Mentre lo scrivevo non ho potuto fare a meno di provare un certo imbarazzo a pensare che, in fondo, c’è qualcosa di me anche in questi personaggi spregevoli, ed è l’effetto che cercavo anche sul lettore.

Parte dello stand della Aras Edizioni alla fiera "Più libri più liberi" (4-8 dicembre 2019)

Parte dello stand della Aras Edizioni alla fiera “Più libri più liberi” (Roma, 4-8 dicembre 2019)

  • Quali sono i tuoi prossimi progetti editoriali?

Questa raccolta è uscita come volevo, e ne sono molto soddisfatto. Durante l’editing del romanzo mi è venuta voglia di provare altre soluzioni narrative, ci sto lavorando e, un percorso impegnativo che spero inizi presto a dare i suoi frutti.