"Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

“Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

La Rubrica online “Piazza Navona” vi propone la lettura di “Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde). Un saggio ricco di spunti di riflessione che tratta un tema assai attuale e controverso: quanto e in che modo influisce l’uso dei media digitali nello sviluppo emotivo e cognitivo dei bambini? E non perdete lIncontro con l’Autrice!

La trama

Bambini digitali. L’alterazione del pensiero creativo e il declino dell’empatia è un saggio che offre diversi e funzionali spunti di riflessione riguardanti l’uso, lo sviluppo e la diffusione (spesso incontrollati e incontrollabili) degli strumenti tecnologici digitali – in particolar tablet e smartphone – tra gli individui più fragili e più ignari della società: i bambini.

"Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

“Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

In tal senso, il libro di Mena Senatore affronta, attraverso i cinque capitoli che lo compongono, gli effetti negativi di questo uso smodato delle suddette tecnologie sul piano socio-emotivo, relazionale, psicologico, psicomotorio e neurologico. Riguardo quest’ultimo aspetto l’Autrice impreziosisce il suo lavoro e la sua ricerca attraverso la pubblicazione di interviste e interventi (contenuti nel quinto e ultimo capitolo del saggio) agli “addetti ai lavori” che illustrano e sottolineano ancor di più quanto grave sia la situazione e il rapporto unilaterale bambini-adolescenti/uso di tecnologie digitali.

Bambini che usano dispositivi digitali

Bambini che usano dispositivi digitali

Sul libro

Mena Senatore, docente di Lingua e Civiltà Inglese nella scuola secondaria superiore, dopo la pubblicazione  dei suoi libri Il castello di cristallo e L’antico odore delle pagine (editi entrambi dalla Casa Editrice AG Book Publishing nel 2014), torna ad occuparsi di infanzia e di adolescenza da un nuovo punto di vista.

Casa Editrice Il leone verde

Casa Editrice Il leone verde

Infatti, con il suo ultimo saggio dal titolo Bambini digitali. L’alterazione del pensiero creativo e il declino dell’empatia, pubblicato con la prefazione del Professor Alberto Grieco nel marzo 2019 nella collana Il bambino naturale dalla Casa Editrice Il leone verde, Mena Senatore pone l’attenzione su un tema assai attuale e controverso: l’uso delle tecnologie digitali (come tablet e smartphone) e l’effetto che hanno sui bambini.

Collana "Il bambino naturale" - Il leone verde edizioni

Collana “Il bambino naturale” – Il leone verde edizioni

Proprio per questo l’Autrice desidera porre la sua attenzione sulla prima età di ogni individuo, ovvero l’infanzia che per antonomasia è terreno fertile dove coltivare e far crescere sano e con sani principi l’individuo e l’adulto di domani. È in questa delicata fase della vita, infatti, che si può (e si deve!) educare il bambino o la bambina a sviluppare appieno la sua emotività, la sua curiosità, la sua empatia con il mondo esterno, la sua motricità, il suo interesse per tutto ciò che sta oltre i confini di un freddo dispositivo digitale.

"Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019

“Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

Per riuscire nel suo intento l’Autrice suddivide il saggio Bambini digitali. L’alterazione del pensiero creativo e il declino dell’empatia in cinque capitoli:

  • Il ruolo dell’infanzia nell’era digitale
  • Lo sviluppo sociale ed emotivo del bambino nell’era digitale
  • Il pensiero magico e internet
  • Smartphone e tablet ai bambini: effetti collaterali
  • La parola agli esperti

In tal modo, l’Autrice con una scrittura e uno stile semplici e allo stesso tempo informativi e accademici riesce a fornire al Lettore nella sua totalità uno spettro assai completo ed esaustivo dell’argomento trattato. Così facendo Mena Senatore desidera, con la passione e la forza che la contraddistinguono, sensibilizzare l’opinione pubblica, i genitori, i mass media, la società al disastro che questo incontrollato sviluppo e smodato uso delle tecnologie digitali potrebbe portare.

"Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

“Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

Pensiamo anche alla volontà di apportare e utilizzare la rete 5G, ovvero di quinta generazione. Quali i vantaggi? Quali i problemi (anche e soprattutto fisici e neurologici) che potrebbe causare? Pensiamo ai tablet e agli smartphone consegnati ai nostri bambini per farli mangiare e giocare. Come cresceranno questi adulti di domani? Sapranno distinguere i colori gli oggetti falsi e falsati da quelli veri e reali?

Bambini che usano dispositivi digitali

Bambini che usano dispositivi digitali

Ecco: queste sono solo alcune delle domande che pone (e si pone) Mena Senatore senza mancare di fornire validi elementi e spunto sia di confronto sia di riflessione. E senza mai dimenticare che il futuro ha origine dai bambini di oggi. Diceva la pedagogista e neuropsichiatra infantile Maria Montessori,

Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo.

Incontro con l’Autrice

Mena Senatore

Mena Senatore

  • Quando è avvenuto il suo primo incontro con la scrittura?

In realtà ho sempre amato scrivere fin da ragazza. Annotavo pensieri, riflessioni, pene d’amore, emozioni in una sorta di zibaldone. Il primo vero incontro con la scrittura è avvenuto in occasione della stesura della tesi di laurea e, subito dopo, con la produzione di un saggio di letteratura inglese con lettura freudiana…che è rimasto nel cassetto!

Direi che in quelle due occasioni ho compreso quanto fosse appassionante per me scrivere; mi immergevo nella scrittura dimenticando tutto il resto. Intanto gli anni passavano ed io mi dilettavo a mettere le mie esperienze, le mie emozioni in versi sciolti che poi ho raccolto in un libricino, completandoli con versi dell’età adulta. Molti anni dopo, durante il mio primo anno di matrimonio, che ha coinciso col mio trasferimento a Roma, ho vissuto momenti di profonda malinconia per la separazione dalla mia città,  e la scrittura è arrivata ad offrirmi un’àncora di salvezza. È venuto fuori un romanzo autobiografico in cui guardo me stessa dal di fuori e metto a nudo paure, ricordi, analizzando passato, presente e futuro.

Con la nascita di mia figlia scrivere era più difficile, ma il bisogno di farlo non mi ha abbandonata e gradualmente ho ripreso dando vita ad un altro romanzo, inedito, col quale ho partecipato ad un concorso letterario e ho ottenuto un riconoscimento.

La piccola mi ha ispirato una fiaba che ho pubblicato nel 2014, cui è seguito un racconto per ragazzi, anch’esso pubblicato nello stesso anno. Infine, il saggio Bambini digitali.

"Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

“Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

  • Lei è un’insegnante di lingua inglese. La sua professione, il suo rapporto con il mondo dei ragazzi quanto ha influenzato il suo stile di scrittura?

Sicuramente il mio ruolo di docente influenza il mio stile ed anche le tematiche che affronto. Osservando i ragazzi, il loro modo di pensare, di studiare, di comunicare, ho sentito il bisogno di approfondire l’impatto che la tecnologia ha sulle menti in formazione.

Quando, alcuni anni fa, prima dello smartphone, cominciavano i primi “copia e incolla” da internet da parte degli studenti, lì ho cominciato a percepire il cambiamento.

Il mio stile è sicuramente influenzato dal mio ruolo. C’è sempre l’esigenza di spiegare e farmi comprendere, quindi cerco di utilizzare un linguaggio chiaro e semplice. Tra le caratteristiche del mio modo di scrivere, c’è sicuramente la tendenza a ripetere lo stesso concetto con parole diverse e questo può essere un difetto, un limite. Credo sia proprio il desiderio di far giungere il messaggio a chi mi ascolta, credo sia una deformazione professionale.

"Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

“Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

  • Il mondo della tecnologia è il protagonista dei suoi libri: ne L’antico odore delle pagine e in Bambini digitali appaiono due modi diversi di raccontare cause, conseguenze ed effetti sulle menti di adolescenti e bambini. Può raccontarci di questi diversi approcci e il motivo per il quale rivolge attenzione al mondo digitale?

Nel racconto per ragazzi del 2014 L’antico odore delle pagine ho immaginato una scuola/società del futuro appiattita dall’uso pervasivo delle tecnologie dove la cultura , intesa come riflessione, rielaborazione, pensiero profondo, non esistono più e dove il libro di carta, simbolo di quella cultura, è diventato un oggetto obsoleto. Non c’è più spazio per le emozioni e a tentare di recuperare quel mondo perduto ci sarà un personaggio proveniente da un altro pianeta. C’è un approccio fantastico, futuristico. L’affabulazione consiste in una proiezione spazio-temporale: i fatti accadono in un futuro non troppo lontano, quasi a voler dire “Stiamo attenti, se continuiamo in questa direzione, ecco cosa potrebbe accadere, ma non è ancora successo, quindi siamo ancora in tempo per fermarci o cambiare rotta”.

"L'antico odore delle pagine" di Mena Senatore (Ag Book Publishing, 2014)

“L’antico odore delle pagine” di Mena Senatore (Ag Book Publishing, 2014)

Con Bambini digitali, l’approccio è realistico, quasi scientifico; è come se non ci fosse più tempo da perdere. Le evidenze sono chiare, esistono e vanno diffuse. Ecco, con il saggio è questo il mio scopo, il motivo per cui ho cambiato la prospettiva. Nel momento in cui ho iniziato a focalizzare la mia attenzione sugli effetti delle tecnologie sul cervello, soprattutto in età evolutiva, sono stata spesso definita antitecnologica, esagerata, fuori dai tempi. Allora ho voluto trovare risposte e ho trovato una letteratura scientifica vastissima, ignorata dalla maggior parte dei genitori, per esempio. Ho sentito, così, l’esigenza di raccogliere riflessioni e studi e diffonderli in maniera chiara.

Rispetto a L’antico odore delle pagine, Bambini digitali appare più urgente, sembra voler dire “ Non c’è più tempo, dobbiamo correre ai ripari”.

Sono attenta al mondo digitale, perché mai come in questo momento storico-sociale, un’innovazione ha influenzato tanto gli aspetti esistenziali, fino ad entrare addirittura nelle relazioni interpersonali, nei concetti di intimità, di privacy. Con lo smartphone abbiamo tutti un po’ perso il controllo ed è assurdamente ingenuo pensare che tutto ciò non abbia ripercussioni sui nostri cervelli e dunque sulle nostre personalità, sui nostri rapporti interpersonali.

"Il castello di crisallo" di Mena Senatore (Ag Book Publishing, 2014)

“Il castello di cristallo” di Mena Senatore (Ag Book Publishing, 2014)

  • Torniamo al suo ultimo libro Bambini digitali, com’è nata l’idea di questo progetto editoriale e quali sono state le difficoltà nel realizzare questo libro?

Come scrivo nell’introduzione, l’idea è nata nel dicembre 2015, ero dal parrucchiere e la  mia attenzione fu catturata da alcuni bambini tecnologici; allora non era ancora così frequente vedere bambini armeggiare con lo smartphone. C’era una bambina di sette anni che, davanti allo specchio, si faceva selfie che inviava via Whatsapp e due maschietti incollati ad un videogioco, con un padre a sua volta incollato al suo smartphone. Per tutto il tempo, quei tre bambini rimasero in un mondo loro, disconnesso dalla realtà, dallo spazio fisico che condividevano, solo fisicamente, con noialtri. Fu in quel momento che sentii qualcosa muoversi dentro di me, un bisogno fortissimo di scrivere, di dire a tutti che non andava bene, che bisognava fermarsi.

Aula Consiliare di Palazzo di Città di Cava de' Tirreni (Sa), 18 maggio 2019 - Presentazione di "Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019) con il sindaco di Cava de' Tirreni Vincenzo Servalli

Aula Consiliare di Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni (Sa), 18 maggio 2019 – Presentazione di “Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde, 2019) con il sindaco di Cava de’ Tirreni Vincenzo Servalli

E non ho potuto più fermarmi. Ho cominciato a scrivere ovunque mi trovassi, a leggere, a cercare risposte. Le difficoltà sono state di diverso tipo, come in ogni viaggio, in ogni percorso. Difficoltà oggettive, di tempo, poiché con il lavoro e mia figlia, ho dovuto veramente ritagliare degli incastri per scrivere e studiare. Avevo il mio taccuino in borsa, sul quale annotavo tutto: pensieri, osservazioni, riflessioni.

Una volta terminato il libro, la difficoltà più grande è stata quella di trovare una casa editrice seria, attenta alla tematica, disposta anche a mettersi all’interno di un dibattito che per certi versi si muove contro-corrente. Mi sono rivolta a moltissime case editrici, alcune delle quali molto importanti nell’ambito dell’apprendimento. Quando ormai avevo perso le speranze e pensavo all’autopubblicazione, ho provato a contattare l’unica casa editrice della mia bibliografia che non avevo contattato…ed eccomi qua, ho realizzato il mio sogno di vedere pubblicato il mio libro.

"Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

“Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

  • In Bambini digitali affronta da scrittrice e studiosa i pro e i contro dell’impatto del mondo digitale sulle menti e sulle abitudini dei bambini avvalendosi anche di interventi di medici, di psicologi e professionisti del settore. Lei è anche mamma e rispetto a tale ruolo quali consigli o suggerimenti sente di dare ad altri genitori o ai più giovani che dell’era digitale sono un’estensione (più o meno volontaria)?

Credo che l’intervento di esperti del settore sia una cosa di fondamentale importanza. Credo che l’informazione sia la chiave. Gli esperti di educazione, medicina, puericultura, psicologia, dovrebbero scendere in campo e informare i genitori, educatori, docenti e tutti colori che hanno a che fare con bambini/ragazzi e comunque soggetti in formazione.

Attraverso tutti i canali: libri, articoli, televisione, social network, l’informazione dovrebbe essere a 360 ° e aver luogo negli studi pediatrici, nelle scuole, nelle biblioteche, negli oratori, ovunque in maniera semplice e comprensibile per i genitori che spesso non sono a conoscenza degli effetti negativi. Come madre sento di urlare a gran voce quanto sia importante ascoltare i bambini, prestar loro l’attenzione che meritano, dedicar loro il nostro tempo, che è la cosa più preziosa che possiamo offrire. Quello che diciamo loro o facciamo con loro lascerà tracce indelebili nella loro psiche e questo deve farci riflettere prima di mettere nelle loro mani un dispositivo o lasciarli soli davanti ad uno schermo.

Frascati, 24 maggio 2019 - Presentazione di "Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

Frascati, 24 maggio 2019 – Progetto “Disconnect to Reconnect”, I.T.T. E. Fermi

Come docente, ai giovani consiglierei di vivere esperienze reali, di non trascurare la parte emotiva, di imparare a disconnettersi e dedicarsi alla vita reale. In classe chiedo loro di depositare i telefoni nella scatola per vivere un’ora o due di lezione totalmente in classe, guardandoci negli occhi e imparando a tollerare anche i momenti di noia.

L'infanzia alle prese con i dispositivi digitali

L’infanzia alle prese con i dispositivi digitali

  • Quale messaggio vorrebbe lasciare ai giovani lettori ma anche ai genitori, agli adulti che li accompagnano nelle loro scelte?

Con L’antico odore delle pagine mi rivolgevo ai ragazzi, agli adolescenti ai quali suggerivo, attraverso le situazioni narrative proposte, di leggere la poesia, Leopardi, Shakespeare, Shelley e riscoprire le emozioni che i versi possono regalare. Il messaggio è quello di vivere le emozioni anche e soprattutto quelle negative, perché in questo modo si impara a riconoscerle e gestirle. Il messaggio è quello di vivere completamente la vita, le relazioni, i rapporti attraverso sguardi, contatto , dialogo.

Con Bambini digitali mi rivolgo ai genitori; abbiamo un’enorme responsabilità, abbiamo il privilegio di avere dei bambini con la loro fragilità e forza al tempo stesso, col loro mondo. Il messaggio è quello di pensare che il tempo che offriamo loro con pienezza ed autenticità, talvolta anche annullando noi stessi, mettendo in secondo piano tutto il resto, è il dono più prezioso che possiamo far loro, senza schermi, guardandoli negli occhi.

  • Quest’anno è entrata a far parte della Giuria del Premio Letterario Nazionale Equilibri occupandosi della sezione dedicata alla letteratura  per bambini e adolescenti. Cosa significa per lei ritrovarsi in questo ruolo e quali sono le caratteristiche che non possono mancare nei libri dedicati a questa delicata fascia?

Sono stata felicissima di accettare questo ruolo così importante. Credo fortemente nell’importanza del libro…di carta e nella necessità di avvicinare i bambini e i ragazzi alla lettura, perché solo attraverso i libri possono sviluppare la fantasia e il pensiero profondo.

La lettura con un bambino, da parte dell’adulto o del bambino stesso, è un’esperienza ricchissima e altamente formativa. È un’occasione di valutazione emotiva, di condivisione, di riflessione. Man mano che si cresce, la lettura può diventare qualcosa che ti forma il pensiero, ti dà un’impronta. Se penso ad alcune letture fatte a quindici anni, mi rendo conto di quanto mi abbiano formata.

La Giuria presente in sala: Giancarlo Palumbo, Sante Avagliano, Mena Senatore, Vito Pinto assieme a Chiara Ricci, Presidente Associazione "Piazza Navona" e Guido Mastroianni (presentatore e Presidente Associazione Saranno Vietresi (Ph. Francecso Corrado)

Parte della Giuria del Premio Letterario Nazionale “EquiLibri” 2019: Giancarlo Palumbo, Sante Avagliano, Mena Senatore, Vito Pinto assieme a Chiara Ricci, Presidente Associazione “Piazza Navona” e Guido Mastroianni (presentatore e Presidente Associazione Saranno Vietresi (Ph. Francecso Corrado)

Un libro per bambini e ragazzi secondo me deve emozionare, deve far perdere la nozione del tempo, deve lasciare senza fiato, un po’ come succede a Bastian ne La Storia Infinita, che si immerge nella lettura e vive le avventure accanto ai personaggi.

Il Premio letterario viene ospitato nella mia città Cava de’ Tirreni e questo è un ulteriore motivo di gioia per me. Cava rappresenta la mia storia, le mie radici, la mia identità, la parte autentica di me e, purtroppo, anche il mio vuoto, il mio amore perduto, l’assenza, poiché da quattordici anni non la vivo più quotidianamente e fisicamente, infatti vivo a Frascati. Conservo con la mia città un legame profondo, viscerale e ho sentito una vera e propria lacerazione quando ho dovuto lasciarla. Lacerazione che si ripete ogni volta, ancora.

Cava è una cittadina collinare in provincia di Salerno, borgo medievale ricco di tradizioni, storia e cultura. Famosa per i suoi portici, fulcro della vita commerciale quattrocentesca, punto di ritrovo della comunità cavese e non solo. E’ lì che  io ho trascorso la mia adolescenza e giovinezza. Ogni angolo è un tassello della mia storia e quando ci torno e la “cammino”, ripercorro i luoghi della mia anima.

I portici di Cava de' Tirreni (Sa)

I portici di Cava de’ Tirreni (Sa)

Sicuramente le mie origini hanno influenzato il mio modo di pensare e dunque di scrivere. Se dovessi descrivere me stessa partendo dalla mia città, direi che rifletto la sua sottile malinconia dalla quale però traspare sempre una forza nuova, come quando, durante le malinconiche giornate di pioggia, i portici ti accolgono e dunque puoi sempre fare una passeggiata e incontrare gente.

  • Parliamo ancora della sua scrittura: quali sono gli Autori e i libri che hanno formato il suo essere “scrittrice” e “lettrice”?

Ho sempre amato leggere, ma in particolare alcune letture che ho avuto modo di fare a quindici anni, hanno avuto un impatto fortissimo sulla mia formazione e crescita.

Quella lontana estate del 1987, lavoravo come baby-sitter con una nonna che doveva badare ai suoi due nipotini. In quella casa c’era una libreria fornitissima e, durante il riposino quotidiano dei piccoli, io potevo accedervi e prendere in prestito i libri che volevo. E lì, in quella stanza, ho scoperto mondi meravigliosi e conosciuto autori che tanta parte hanno avuto nella formazione della mia personalità e del mio pensiero. In particolare, in quei lontani pomeriggi estivi, ho conosciuto uno degli autori che amo di più: George Orwell e i suoi due capolavori, La Fattoria degli animali e 1984. Con la sua lotta contro i sistemi organizzati, contro la cultura omologante, con i suoi eroi che lottano per difendere il loro pensiero critico, Orwell ha sicuramente acceso in me il desiderio di osservare, riflettere sulla società e di denunciare in un certo senso.

Mena Senatore

Mena Senatore

In quella estate ho letto anche Lettera a un bambino mai nato di Oriana Fallaci e direi che è stato veramente una scuola di pensiero. Tante cose che penso oggi sul ruolo della donna, sulle relazioni interpersonali, affondano le radici in quelle lontane letture.

Un altro autore che ha influenzato il mio modo di pensare e rovesciato tanti tabù ereditati per educazione,  facendomi scoprire una nuova religiosità, un nuovo modo di considerare il rapporto tra uomo e donna, la religione, la società, è stato sicuramente D.H. Lawrence con L’amante di Lady Chatterley, ero un po’ più grandicella, avevo vent’anni.

E poi ci sono i poeti, Giacomo Leopardi che ho sempre amato e che amo, con la sua profonda malinconia e sensibilità, Pascoli, col suo dolore per l’assenza e i lutti familiari. Autori come Pirandello, Svevo. Prediligo comunque gli autori del Novecento che analizzano l’uomo in una dimensione introspettiva e psicologica.

Frascati, 24 maggio 2019 - Presentazione di "Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019)

Frascati, 24 maggio 2019 – Progetto “Disconnect to Recconect” I.T.T. E. Fermi

  •  Cos’è scrivere per lei?

Scrivere è liberare quello che ho dentro. Io per carattere sono una persona introversa, preferisco ascoltare piuttosto che parlare e spesso metto a tacere le mie idee, il mio pensiero. Scrivere mi aiuta a portar fuori quel mare di emozioni che talvolta si agita dentro. A volte vorrei urlare il mio punto di vista, ma in mezzo agli altri sono spesso emotiva, la mia voce non si sente.

Quando scrivo, a volte, mi sorprendo ad osservare la mia mano che scorre veloce, quasi senza il mio controllo. Scrivere è una passione, è qualcosa che mi emoziona, mi nutre, mi riempie.

Cava de' Tirreni, 18 maggio 2019 - Presentazione di "Bambini digitali" di Mena Senatore (Il leone verde, 2019) con il sindaco di Cava de' Tirreni Vincenzo Servalli

Aula Consiliare di Palazzo di Città di Cava de’ Tirreni (Sa), 18 maggio 2019 – Presentazione di “Bambini digitali” di Mena Senatore (Il leone verde, 2019) con il sindaco di Cava de’ Tirreni Vincenzo Servalli

  • Quali sono i suoi prossimi progetti e impegni editoriali?

Ora c’è Bambini digitali nel quale ho investito tutte le mie energie; vederlo finalmente nelle librerie mi riempie di gioia. Penso a quello che potrebbe nascere da questo libro, al messaggio che vorrei comunicare. Spero di poter partecipare a seminari, incontri informativi sulla genitorialità come accaduto nell’ottobre 2019 a Mantova e lo scorso gennaio a Caserta. Inoltre,  posso annunciare sin da ora la mia partecipazione ad altri interessanti incontri formativi nelle scuole di Cava de’ Tirreni, Roma,  Brescia e Belluno.

Per quanto riguarda futuri progetti di scrittura, ho delle idee che si affacciano nella mente, per esempio mi piacerebbe condurre uno studio sulla relazione tra disturbi dell’apprendimento e uso precoce delle tecnologie. È una relazione che ho ipotizzato considerando il numero sempre crescente di bambini con difficoltà d’apprendimento; ho trovato ancora poco in proposito. Solo Cris Rowan, una terapista pediatrico occupazionale canadese, afferma questa correlazione.

Caserta, 25 gennaio 2020: Mena Senatore prende parte al convegno "Il viaggio virtuale e il viaggio reale" organizzato dal "Festival della vita 2020 - Vivere è... viaggiare"

Caserta, 25 gennaio 2020: Mena Senatore prende parte al convegno “Il viaggio virtuale e il viaggio reale” organizzato dal “Festival della vita 2020 – Vivere è… viaggiare”

Non è escluso un ritorno alla narrativa; se immagino me stessa avanti con gli anni, mi vedo a scrivere un romanzo autobiografico, psicologico, introspettivo. Un’analisi in prospettiva della mia vita, dei miei errori, delle scelte fatte. Una sorta di “guida” da lasciare a mia figlia.

Poi mi piacerebbe anche trascorrere del tempo in un villaggio dell’Africa, studiare e scrivere sull’infanzia senza tecnologia e confrontarla con quella dei Paesi civilizzati. Il richiamo dell’Africa è qualcosa che sento nel profondo e prima o poi…Chissà!