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“Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro”, la Grande Arte al Cinema!

La Rubrica online “Piazza Navona” vi racconta in anteprima del film evento Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro di Michele Mally in sala solo il 7, 8 e 9 novembre 2022. Non perdete questo appuntamento con La Grande Arte al Cinema di Nexo Digital!

La trama

“Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro” di Michele Mally (2022)

Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro è il docufilm di Michele Mally che regala al grande pubblico un nuovo punto di vista sulle opere e sulla persona del celebre pittore norvegese Edvard Munch. La vita e l’arte di quest’ultimo, grazie anche alla presenza dell’attrice Ingrid Bolsø Berdal, vengono raccontate e mostrate come fossero una favola, in un viaggio – a tratti – persino onirico. Edvard Munch ha vissuto oltre ottant’anni e questo film narra i demoni, i fantasmi, le angosce che hanno afflitto la sua vita sin dalla tenera età: dalla morte della madre e della sorella Sophie alla depressione e all’ossessività religiosa del padre. Ed è così che si riscostruisce la vera anima dell’artista, il suo rapporto con la storia del suo tempo (era caro amico di Ibsen, Strindberg, Hans Jæger solo per citarne alcuni) fortemente bohémien. E ancora, le origini delle sue opere, le tecniche utilizzate, gli scritti, gli appunti, gli esperimenti e la continua ricerca per tradurre in tratto e colori i proprio quelle immagini interiori che abitavano la sua mente e di cui, il nostro artista, non è mai riuscito a liberarsi. Nemmeno con il suo celeberrimo Urlo.

Il trailer

Sul film

Edvard Munch, Autoritratto “alla Marat” clinica del dottor Jacobson, Copenaghen (1908-1909)

Io non dipingo ciò che vedo, ma ciò che ho visto.
Edvard Munch

Il 7, 8 e 9 novembre 2022 vi aspetta un nuovo imperdibile appuntamento con La Grande Arte al Cinema di Nexo Digital con il docufilm Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro diretto da Michele Mally.

Si tratta di un vero e proprio film evento dedicato e rivolto non solo agli appassionati di Arte e, in particolar modo, del pittore norvegese Edvard Munch, ma a tutti coloro che hanno curiosità e sono disposti a “incontrare” e a scoprire sul grande schermo la grande bellezza della pittura e dell’arte figurativa e la storia di una favola. Sì, perché è proprio questa che viene raccontata dalla casa di Munch ad Åsgårdstrandgrazie grazie all’intervento della talentuosa attrice Ingrid Bolsø Berdal . Quest’ultima, infatti, un po’ Virgilio e un po’ Beatrice, guida e accompagna lo spettatore alla scoperta dell’Inferno più profondo che ha sempre abitato l’animo del pittore ma anche le sfumature e le gioie del Paradiso che, comunque, la sua Arte e l’incontro con le sue amanti gli ha regalato.

Edvard Munch,
“Vampire” (1894)

Così facendo, si snoda sul grande telo bianco del cinema non solo la favola di un uomo assai controverso, complesso, visionario, impaurito dalle donne e a tratti misogino. A tal proposito, non è un caso la sua amicizia con August Strindberg che definisce egli stesso – nel dramma Danza di morte (1900) – la donna come una vampira. Eppure il pittore è legato a doppio nodo alla figura femminile rappresentato nei suoi dipinti attraverso i fluenti e lunghi capelli delle sue donne. Infatti, da un lato Munch ama e venera la donna, dall’altra, invece, la teme e, quasi, la disprezza definendola una misteriosa sfinge o una creatura nociva. Ma non solo. Il film di Michele Mally offre al pubblico un racconto trasversale di Munch inserendolo nella storia del proprio tempo (dalla scoperta del telefono alle onde radio, dalla scoperta dell’anestesia locale a quella dei raggi X). In tal senso, molto utile è la data del 1° febbraio 1896 quando al Teatro Regio di Torino va in scena la prima de La bohème di Giacomo Puccini dando ufficialmente il via alla diffusione di quello stile di vita libero da ogni vincolo, legame e ideologia, disimpegnato, di alcool e assenzio, fatto di incontri nei caffè e della abituale frequentazione con donne e uomini dei bassifondi della città (soprattutto Parigi).

Edvard Munch, “La danza della vita” (1899-1900)

È proprio partendo da ciò che si muove sullo sfondo della vita di Munch che meglio si comprende e si (de)codifica la sua Arte e le sue opere. Tutto questo naturalmente avviene anche grazie ai preziosi e numerosi contributi degli “addetti ai lavori” quali, ad esempio, gli storici dell’Arte Jon-Ove Steihaug, Direttore del Dipartimento Mostre e Collezione del Museo MUNCH di Oslo, Giulia Bartrum, già curatrice del British Museum, e Frode Sandvik, curatore del Kode di Bergen e ancora Erik Höök, Direttore dello Strindbergsmuseet di Stoccolma, Siri Kval Ødegård, Soprano e Imprenditrice, Carl-Johan Olsson, Curatore Pittura del XIX secolo al Nationalmuseum di Stoccolma.

Leonardo ha dissezionato cadaveri, io dissezionerò la mia anima per scoprire cosa c’è di universale nell’anima umana.

Edvard Munch, “Ceneri” (1894)

Proprio per questo Munch si serve dei suoi autoritratti realizzati con la macchina fotografica (i primi selfie) e della scrittura per iniziare la creazione delle sue opere. Tutto ciò che l’artista dipinge sulla tela, infatti, “subisce” prima un’operazione de-scrittiva, di ritratto attraverso la parola. Ciò è possibile perché Munch sulla tela porta se stesso e i suoi demoni che conosce – quasi – alla perfezione pur avendone il bisogno di dar loro forma attraverso lo scritto. L’inferno dell’anima è estremamente aggressivo sul sistema nervoso, ha scritto ancora Munch e il celebre Urlo ne è la prova tangibile. Un Urlo alla vita, alla storia, all’aggressività del mondo. Un Urlo ai passanti che sono sullo sfondo del dipinto, al suo mondo di spiriti e fantasmi del suo passato con i quali ha intessuto un intenso dialogo per tutta la sua vita. Un Urlo di inquietudine, di liberazione e di affermazione. Un sogno o un incubo. Tutto questo è presente nell’opera e nell’Arte di Munch. Una favola nordica abitata da troll, carica di incantesimi, di magia nera, di presenze oscure e solo pochi sprazzi di serenità, di puro amore. Di respiro.

Edvard Munch, “L’Urlo” (1893)

Munch. Amori, fantasmi e donne vampiro ha in sé tutta questa potenza, l’anima di Edvard Munch. Un docufilm eccezionale che non si sofferma alle apparenza regalando al grande pubblico la possibilità di scoprire e sapere molto dell’Artista norvegese lasciandolo parlare attraverso i suoi appunti che divengono una nuova e indispensabile chiave di lettura per la sua Arte. Per tutto questo e per il tanto altro che può regalarvi il film… non perdete questo omaggio che la Settima Arte regala alla Pittura e all’Arte stessa. Il 7, 8 e 9 novembre andate al cinema e… buona visione!

Voto 4/5

Scheda tecnica

Titolo originale: Munch. Love, ghosts and lady vampires 

Regista: Michele Mally

Soggetto: Michele Mally

Sceneggiatura: Arianna Marelli e Michele Mally

Cast: Ingrid Bolsø Berdal, Jon-Ove Steihaug, Direttore del Dipartimento Mostre e Collezione del Museo MUNCH di Oslo; Giulia Bartrum, già curatrice del British Museum; Frode Sandvik, curatore del Kode di Berge; Linn Solheim; Gunnhild Øyehaug, scrittrice; Iver Kleive; compositore; Erik Höök, Direttore dello Strindbergsmuseet di Stoccolma; Leif Ove Andsnes, Pianista;Øivind Lorentz Storm Bjerke, Storico dell’arte; Elio Grazioli, Storico dell’arte; Stein Olav Henrichsen, Direttore del Museo MUNCH di Oslo; Siri Kval Ødegård, Soprano e Imprenditrice; Carl-Johan Olsson, Curatore Pittura del XIX secolo al Nationalmuseum di Stoccolma; Sue Prideaux, Scrittrice e Biografa; Jon-Ove Steihaug, Direttore del Dipartimento Mostre e Collezione del Museo MUNCH di Oslo

Montaggio: Stefania Calatroni

Fotografia: Mateusz Stolecki

Produzione: 3D Produzioni e Nexo Digital

Distribuzione: Nexo Digital

Musica: Iver Kleive, Maximilien Zaganelli

Paese: Norvegia

Genere: Documentario, Biografico

Durata: 90 minuti

Uscita: 7, 8 e  9 novembre 2022

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